Porti verdi: la rotta per uno sviluppo sostenibile. Il report di Enel e Legambiente

Buone pratiche e proposte per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e lo sviluppo del cold ironing in Italia

di Redazione | 11 Febbraio 2021 @ 12:56 | AMBIENTE
Legambiente Porti verdi: la rotta per uno sviluppo sostenibile
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PESCARA – Il trasporto marittimo rappresenta una quota importante e crescente di emissioni di gas a effetto serra. Le emissioni associate a questo settore sono stimate in 940 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, pari a circa il 2,5% delle emissioni globali di gas serra.

Tali emissioni rischiano di aumentare in modo significativo se non saranno messe in atto rapidamente delle misure di mitigazione. Infatti, secondo lo studio dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) delle Nazioni Unite, mantenendo invariata la situazione attuale, le emissioni del trasporto marittimo potrebbero aumentare tra il 50% e il 250% entro il 2050 e compromettere gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Inoltre, secondo i dati pubblicati dall’Agenzia Europea per l’Ambiente nel 2019, se si considerano le emissioni provenienti dall’intero settore dei trasporti, l’industria del trasporto marittimo è quella che ha le emissioni più elevate di particolato e ossidi di zolfo, oltre che una delle principali fonti di ossidi di azoto in Europa. In particolare, la costa mediterranea, con le sue centinaia di città portuali densamente popolate, è colpita pesantemente dall’inquinamento derivante dal settore marittimo. E, poiché gli inquinanti atmosferici vengono trasportati fino a 400 km, anche le aree dell’entroterra sono coinvolte.

Per accelerare la decarbonizzazione del trasporto marittimo e la riduzione dell’inquinamento dei sistemi portuali è necessaria una riduzione dell’impiego dei combustibili fossili e contenere l’impatto ambientale dell’attività portuale. Il 90% dei porti europei si trova infatti in aree urbane e la gestione integrata della qualità dell’aria, dell’acqua, dei rifiuti, dei rumori e del consumo di energia deve essere in cima all’agenda delle autorità portuali e delle amministrazioni.

Il contesto normativo internazionale incoraggia la transizione ecologica del settore marittimo. La regolamentazione di settore ha progressivamente ridotto i tetti massimi alle emissioni inquinanti delle imbarcazioni. Inoltre, la Commissione Europea ha adottato una strategia di lungo termine, che mira ad annullare le emissioni nette di gas serra entro il 2050, investendo nella transizione verso carburanti sostenibili. Mentre, l’IMO ha imposto specifici parametri alla qualità del carburante utilizzati dalle imbarcazioni al fine di ridurre le emissioni inquinanti.

Un taglio totale del 50% di CO2 entro il 2050, considerata la crescita internazionale del settore, può essere conseguito solo riducendo le emissioni medie della flotta mondiale di circa il 90%. Questo sarà possibile introducendo combustibili ad emissioni zero quali elettricità da fonti rinnovabili, biogas, idrogeno o ammoniaca. In Europa, la Commissione Europea ha stabilito l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni legate al settore dei trasporti entro il 2050 e nell’ambito delle misure Green Deal promuove lo sviluppo di alternative sostenibili ai combustibili fossili.

In Italia, il DLgs. 4 agosto 2016, n. 169, modificato dal DLgs. 13 dicembre 2017, n.232, prevede che le Autorità di Sistema Portuale promuovano la redazione del Documento di Pianificazione Energetica e Ambientale del Sistema Portuale (DEASP) sulla base di linee guida adottate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il documento definisce gli indirizzi strategici e identifica le misure volte a migliorare l’efficienza energetica e  promuovere l’uso delle energie rinnovabili in ambito portuale. In questo contesto normativo il cold ironing (elettrificazione delle navi nel porto) è un chiaro contributo tecnologico alle mi sure indicate, permettendo una forte mitigazione degli inquinanti locali e delle emissioni di gas serra.

Dentro questo scenario, i porti abruzzesi sono ancora alla ricerca di un’identità tra la riprogrammazione della rete Ten-t e le risorse della Next Generetion EU. Relativamente al processo di revisione della Rete Transeuropea dei Trasporti avviato dalla Commissione europea nel 2019, la Regione Abruzzo punta ad inserirsi nella sezione “Ancona-Bari” lungo l’asse adriatico e della sezione trasversale “Civitavecchia-Pescara-Ortona” che collega il mar Tirreno al mar Adriatico, entrambe non recepite nel 2013. Ma non si evince ancora un’identità precisa del ruolo di nostri porti e della loro effettiva potenzialità. Neanche il contributo espresso dalla Regione dentro il Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza, a nostro avvisso, definisce con chiarezza questa dimensione e nulla riporta sul percorso di sostenibilà degli stessi.

Nell’insieme, si distingue il porto turistico di Pescara che ha avviato da tempo un processo di transizione green. Nello specifico ha migliorato la gestione della risorsa idrica, attraverso la realizzazione di un impianto di desalinizzazione e potabilizzazione, che attingendo acqua salmastra dal sottosuolo, consente al porto turistico di autoprodurre più del 70% del fabbisogno annuale di acqua dolce. Ha attuato una riduzione dell’impatto energetico e delle emissioni di CO2 in atmosfera attraverso un mix di azioni complementari: la progressiva sostituzione integrale dei corpi illuminanti del porto, tra i quali l’impianto di illuminazione dei viali di ingresso del Marina (Enel X); la sostituzione integrale della attuali colonnine di erogazione dei servizi in banchina (energia elettrica, acqua potabile e acqua dolce) con erogatori a consumo a scalare (impatto previsto: -35% dei consumi annuali di luce e acqua). Inoltre, ha concluso l’iter autorizzativo per dotarsi di un impianto fotovoltaico di 300 Kw, nel corso dei prossimi mesi verranno individuate le modalità di realizzazione dell’intervento, eventualmente anche ricorrendo a partnership esterne. A tutto cio, unisce una corretta gestione del ciclo dei rifiuti prodotti in porto attraverso una capillare presenza di raccoglitori differenziati per tipologia di prodotto fin sopra le banchine.

L’auspicio è che l’intero quadro portuale regionale e nazionale possa intraprendere la rotta per uno sviluppo sostenibile e che a breve siano messe in campo le seguenti azioni:

  1. Finalizzare il processo di definizione di una tariffa elettrica dedicata al cold ironing
  2. Introdurre schemi di finanziamento o cofinanziamento pubblico per accelerare la transizione del sistema portuale italiano verso la sostenibilità
  3. Identificare gli interventi prioritari sul sistema portuale per avviare il processo di elettrificazione
  4. Promuovere la progressiva elettrificazione dei consumi portuali con fonti rinnovabili
  5. Sviluppare una roadmap nazionale che preveda l’elettrificazione per l’intero sistema portuale

Sviluppare le infrastrutture ferroviarie nei porti e le interconnessioni con la rete al fine di favorire il trasporto elettrico e su ferro per lunghe e medie distanze.


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