Ponte Belvedere, per l’appalto scelta tra 16 operatori: 5,1 milioni per i lavori

di Alessio Ludovici | 09 Marzo 2021 @ 06:48 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Una determina del Rup individua le modalità per la scelta del contraente per la demolizione e ricostruzione del Ponte Belvedere. Il Comune intende procedere all’affidamento dell’appalto integrato avente ad oggetto sia servizi di ingegneria ed architettura relativi alla progettazione esecutiva, sia i lavori di demolizione e ricostruzione del Ponte di Belvedere, tramite procedura negoziata ex art. 63 comma 2 lett.c) D.Lgs. 50/16 e s.m.i., ovverosia senza la pubblicazione di un bando. Saranno infatti invitati i 16 operatori che hanno risposto alla manifestazione di interesse indetta mesi fa dal Comune. 

L’importo complessivo dei lavori è di 5milioni e 164mila euro, di cui 4milioni e 268 mila euro per i lavori, 88mila euro per la progettazione esecutiva e 808mila euro per altri interventi. 

Ponte Belvedere: un’epopea lunga 12 anni, che forse vede la sua conclusione

L’obiettivo del Comune come noto è consegnare l’opera entro l’anno o almeno nei primi mesi del 2022. 
I progetti definitivi dell’opera sono stati validati di recente e approvati in Giunta il 4 marzo.

Nel settembre scorso la prima vera accelerazione, con la progettazione di fattibilità tecnica economica del raggruppamento BRENG s.r.l. e dalle mandanti BRIDGE ENGINEERING SRL, MELE ENGINEERING, Giulio Valerio Mancini, Silvia Placidi, Roberta
Spagnoli, Federica Durante, Fausto Fracassi, Davide Antioco Porcu, Emanuele Muselli, per un importo di €.77.000 oltre gli oneri previdenziali e IVA per un totale di €.97.697,60. 

Poco più di un anno fa il destino del Ponte era ancora incerto. C’era ancora in ipotesi la proposta di un project financing da 30milioni di euro che prevedeva oltre al rifacimento del ponte, con la grande A che svettava su tutta la città anche una serie di realizzazioni di servizio, cinema, spazi commerciali, ecc. Il Comune evidentemente non era convinto e in cassa non aveva la somma richiesta per cofinanziare un simile intervento. 

A febbraio 2020, quindi, in un’affollata assemblea pubblica organizzata dall’Urban Center a Palazzo Fibbioni la prima vera svolta. I cittadini pressoché unanimemente si espressero contro il megaprogetto da 30milioni di euro. 
La palla è ripassata quindi al Comune, che doveva sciogliere il nodo ricostruzione o riparazione del ponte esistente.

Per sbloccare la matassa l’Amministrazione chiese una perizia all’ingegner Fracassi, all’esito della quale si evidenziò che era più conveniente costruire un nuovo ponte. Il Comune, nel frattempo aveva anche acquisito un’idea progettuale dell’architetto tedesco Marg. Alla fine la scelta però è ricaduta su un ponte molto più lineare e moderno.
Oggi un altro passo di un’epopea che va avanti dal 2009, tra studi, analisi, idee progettuali sempre diverse che non hanno mai trovato concretamente uno sbocco, almeno fino ad oggi.  


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