Ponte Belvedere e Civico 29, Romano: indispensabile il passaggio in consiglio comunale

di Redazione | 30 Luglio 2020 @ 16:14 | POLITICA
Natali
Print Friendly and PDF

Continua a tenere banco in città la discussione su Ponte Belvedere. Dopo il fallimento dell’ipotesi di project financing e l’annuncio di una nuova perizia sull’infrastruttura, sembra farsi strada nell’amministrazione comunale l’idea di abbattere sia il ponte che il palazzo. Martedì il comune ha incontrato i proprietari per proporre delle permute. A riguardo è intervenuto il consigliere comunale Paolo Romano di Italia Viva, per il quale la nuova ipotesi è percorribile solo con uno strumento urbanistico quale un piano di riqualificazione. Una variante che andrebbe per forza di cose portata in consiglio comunale.
“L’ipotesi più accreditata – spiega Romano – è diventata il progetto di un archistar tedesco. Si dice addirittura sia già pronto, ma da risultanze di accesso agli atti presso gli uffici esiste solo un presunto schizzo, mai arrivato al protocollo e, fino a prova contraria, di dubbia provenienza. Si guarda al futuro ma senza fare i conti con il passato che ci ha fornito una perizia di stabilità del ponte, con il presente che vede i residenti esausti e con il diritto che dovrebbe essere la linea madre di ogni buona amministrazione.”
“La sicurezza del viadotto è certamente importante, ma lo è – continua il consigliere di Italia Viva – al pari degli altri ponti cittadini, come quello di Sant’Apollonia, mai chiuso al traffico veicolare che, dopo la nuova normativa europea e dopo il disastro a Genova, rischia di avere gli stessi problemi del Belvedere poiché soggetto quotidianamente a prove di carico importanti a causa del transito veicolare dei mezzi pesanti della ricostruzione; anche ponte di Sant’Apollonia necessiterebbe di un immediato studio di vulnerabilità e di un conseguente consolidamento che comunque, sia chiaro, non riuscirebbe mai a soddisfare le nuove norme europee sui ponti al pari del Belvedere. Eppure per Sant’Apollonia c’è un finanziamento datato e l’inserimento al progetto di finanza bandito dal Comune, ma incredibilmente oggi risulta caduto di nuovo nel dimenticatoio.”
 
“La questione delle permute per il civico 29 di via Fontesecco – insiste Romano – deve essere soggetta alla pubblica utilità e a uno specifico piano di riqualificazione che, dall’ex vicesindaco Liris al vicesindaco Daniele, non è stato mai redatto, mostrato e approvato; inoltre c’è da ricordare come il civico 29 abbia già ricevuto e utilizzato il contributo di natura pubblica relativo al post sisma 2009 e che all’interno dello stabile si siano già effettuate compravendite immobiliari su Omi non riconducibili a quelle 2009. Di più, permutare civili abitazioni con il patrimonio comunale è un atto che, supportato da un piano di recupero, deve avere necessariamente l’avallo dell’assise civica come devono averlo il piano di recupero stesso e i cambi di destinazione urbanistica. 
Inoltre sembra che la decisione presa sulle permute permetterà agli stessi residenti, siano essi proprietari o inquilini Ater, di avere una abitazione dentro le mura. Risulterà difficile in futuro per l’Ater “deportare” i residenti dell’area di Porta Leoni nelle abitazioni comunali dei 201 di Pettino, quando (e se) si procederà al recupero di quell’area.”

Print Friendly and PDF

TAGS