Polvere di asteroidi nella fontana di Fontecchio

L'invito dell'artista americano Jonathon Keats a sentirsi parte dell'universo

di Redazione | 08 Agosto 2021 @ 09:51 | ATTUALITA'
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FONTECCHIO – Un esperimento mentale, l’arte come concetto che si mette in scena. In questo caso, a Fontecchio con l’inserimento reale o presunto, poco conta, di polvere cosmica, limatura di meteoriti, “proveniente più o meno tra Marte e Giove” nella fontana trecentesca. Ad evocare la leggenda che vuole che l’imperatore Costantino si sia convertito al cristianesimo, spinto da un segnale celeste creato dall’impatto di un asteroide con la montagna del Sirente. Lanciando il messaggio, uno dei tanti possibili, secondo il quale una comunità che beve alla stessa fontana, e che gode del suo stesso rumore, non deve rannicchiarsi in sé stessa, ma costantemente reinventarsi nella sua apertura al mondo e all’universo, diventando un po’ extraterreste. Questo il contributo del noto artista americano Jonathon Keats, al progetto “Riabitare con l’arte, residenze artistiche internazionali nell’Area Omogenea 8 del Cratere sismico 2009”, realizzato da Carsa, con la compartecipazione dei Comuni di Barisciano, Fontecchio, Fossa ed Ocre e con il sostegno dell’Usrc, l’Ufficio speciale per la ricostruzione del Cratere, che coinvolge 13 artisti internazionali in 11 comuni del cratere.La solenne e giocosa scopertura della targa, che rende quella di Fontecchio, già ricca di simboli matematici e religiosi, una “fontana della tolleranza”, si è celebrata ieri sera a Fontecchio, assieme alla sindaca Sabrina Ciancone, alla direttrice artistica del progetto, Allison De Lauer, alla direttrice creativa e coordinatrice, Silvia di Gregorio, davanti ad un numeroso e partecipe pubblico di residenti e turisti. Ha preso parte alla conferenza stampa anche l’artista egiziana Huda Lufti, di stanza ad Ocre, che illustrerà il progetto “Scaffale della memoria” domenica 8 agosto alle ore 18.30.

Jonathon Keats, 49 anni,  è un artista concettuale, scrittore, critico d’arte e filosofo sperimentale, nato a New York City e che ora si divide tra  San Francisco e l’Italia. Le sue opere sono state esposte presso musei e gallerie di tutto il mondo. “La prima volta che ho sentito la parola Fontecchio – ha spiegato Keats – ho sentito evocata in essa la parola fonte, la parola acqua. Qui sembra scontata l’esistenza di fontane pubbliche da cui poter bere, negli Stati Uniti abbiamo essenzialmente rubinetti privati. Ma anche qui in Italia la fontana come punto di gravità della comunità sta perdendo di significato, si comprano bottiglie al supermercato, l’acqua è un bene primario sempre più prezioso. Perché dunque una targa che ricorda che l’acqua di una fontana è stata mineralizzata con asteroidi della regione tra Giove e Marte? Forse per invitare chi beve o si lava le mani a quella fontana ad integrare in sè una parte di un altro mondo, suscitando la consapevolezza di quanto siamo tutti parte dello stesso cosmo, siamo fatti tutti della stessa materia, della stessa polvere. Un invito ad una intima conversione, come quella di Costantino”.

L’intervento artistico di Fontecchio, è solo l’ultimo di una lunghissima serie di performance che hanno fatto meritare all’artista e filosofo Keats la notorietà internazionale. Una breve e incompleta rassegna: ha avviato un progetto scientifico per riprodurre Dio in provetta, ha protetto da copyright la sua mente in quanto scultura creata, rete neurale per rete neurale, attraverso l’atto del pensiero. Ha coreografato un balletto per le api piantando selettivamente fiori in una fattoria, ha eretto il primo tempio dedicato al culto della scienza, l’Atheon, nel centro di Berkeley, in California, ha creato un laboratorio dove colonie di cianobatteri potessero contemplare le immagini del telescopio spaziale Hubble, partendo dal presupposto che “i cianobatteri non sono gravati come gli esseri umani da tutta quella materia grigia”, e possono meglio comprendere le leggi fondamentali della fisica, ha aperto un ristorante per sole piante, con tanto di “sole gourmet” e menu di colori, un cinema porno per piante grasse, con proiettati video dell’impollinazione, ha realizzato strumenti musicali che riproducono onde gravitazionali, apprezzabili anche da alieni senza apparato acustico, orologi vegetali dove il tempo che passa è scandito dalla crescita lenta di alberi secolari. 

“Il filosofo Ludwig Wittgenstein è giunto alla conclusione che “di ciò di cui non si può parlare si deve tacere”. Tutto ciò che sta dunque oltre il limite della logica, dei fatti, della certezza matematica, rappresenta un campo aperto dove spesso si colloca l’arte, che ha una sua diversa logica, un suo linguaggio, tutto da esplorare e da vivere”.

Nel progetto Riabitare con l’arte sono coinvolti 11 comuni del cratere sismico aquilano: Acciano, Barisciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Fossa, Ocre, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo.

Fino a ottobre il progetto offrirà l’opportunità a 13 artisti internazionali multidisciplinari, provenienti da Costa Rica, Argentina, Stati Uniti, Perù, Spagna, Germania, Egitto e Iran, di trovare nei borghi abruzzesi nuova ispirazione. E per allargare gli orizzonti di senso per nuovi e attuali abitanti.


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