Poligono di tiro a San Vittorino: continua la battaglia legale

di Redazione | 08 Novembre 2020 @ 15:52 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Lunedì 9 novembre 2020 il Commissario per gli usi civici è chiamato a stabilire se il luogo della Cava di Colle San Mauro sia di uso civico, a quale demanio appartenga, ovvero a L’Aquila, a Pizzoli o, come riteniamo, a San Vittorino, ed infine se l’attività del poligono di tiro sia compatibile con l’uso civico. A queste perplessità si aggiungono quelle della legittimità delle delibera del Comune di Pizzoli su cui si pronuncerà il TAR a gennaio. Siamo convinti di avere ragione e la difenderemo con ogni argomentazione”. Queste le parole del Prof. Fabrizio Marinelli, Legale dell’Associazione per la tutela di S. Vittorino Amiterno, che si è costituita in giudizio contro i provvedimenti dei Comuni di Pizzoli, del Comune dell’Aquila e della Regione Abruzzo, in merito al poligono di tiro di Colle San Mauro.

Il 13 gennaio 2020 c’è stata la prima udienza presso il commissariato agli usi civici, dallo stesso aperta, per decidere se l’uso civico di Colle San Mauro, che si trova a ridosso dell’anfiteatro di Amiternum, sia di proprietà dei naturali di San Vittorino o di Pizzoli. In quell’occasione il Comune dell’Aquila ha commesso la grave mancanza di non costituirsi. Infatti, come riportava la lettera di Giovanni Cialone agli abitanti di San Vittorino, “per discutere la causa, non avendo San Vittorino l’Amministrazione Separata, il giudice commissario agli usi civici aveva invitato a costituirsi il Comune dell’Aquila (in rappresentanza dei frazionali) ed il Comune di Pizzoli. Il Comune di Pizzoli si è costituito difronte al giudice, il Comune dell’Aquila è risultato contumace. Il Comune dell’Aquila non si è costituito parché (il sindaco), a memoria di costituzione pronta, non ha ritenuto di firmare la delega all’Avvocatura Comunale. Fatto gravissimo, non era mai successo. Ancora più grave perché nella stessa seduta, per una causa riguardante problemi legati agli usi civici di Camarda, il Comune dell’Aquila si è invece regolarmente costituito. (…) Noi rivendichiamo la proprietà collettiva dell’area dove i nostri avi per secoli, su quelle pietraie si sono spaccati la schiena per coltivare, pascere e fare la legna, ma la verità è che ci sono altri interessi di natura privatistica”.

Visto che il Comune dell’Aquila quindi ha deciso di non costituirsi, oggi alcune persone di San Vittorino hanno deciso di portare avanti questa battaglia creando prima un comitato, poi l’associazione per la tutela di S. Vittorino Amiterno.

“L’Associazione per la tutela di S.Vittorino Amiterno, dice il presidente Fabrizio De Meo, ha lo scopo di valorizzare il territorio attraverso azioni di cittadinanza attiva. Questa è una di quelle azioni. È un modo per tutelare i nostri diritti ed i nostri interessi ma è anche un chiaro messaggio che mandiamo anzitutto ai politici e cioè che non stiamo zitti di fronte alle ingiustizie e non ci pieghiamo di fronte al potere quando questo viene utilizzato non per il bene collettivo ma per interesse privatistico. Vogliamo difendere i nostri diritti e con essi la bellezza, la quiete, l’arte. È un messaggio che inviamo anche a tutte le persone che si trovano in situazioni analoghe alla nostra. Non abbassiamo la testa, conclude il presidente Fabrizio De Meo, perché la politica deve stare al servizio dei cittadini e delle cittadine e dobbiamo sentirci uomini e donne liberi/e”.

Con l’occasione, L’Associazione per la tutela di S.Vittorino Amiterno presenta anche il proprio logo: l’Anfiteatro, vivo, multicolore, è la sintesi di un progetto, quello dell’Associazione, in cui il territorio è in armonia con le persone. Ringraziamo Laura Ruggeri e Sabrina Mastropietro che si sono occupate della realizzazione dell’immagine.

 

Così Il Comitato per la tutela di S. Vittorino Amiterno


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