Poligono di tiro a Colle San Mauro, no anche da Sinistra Italiana

di Redazione | 24 Aprile 2021 @ 11:10 | POLITICA
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L’AQUILA – “La totale assenza di visione e la cecità degli amministratori nostrani dovrebbe ormai aver raggiunto livelli insuperabili. Eppure ogni volta riescono a stupirci con qualcosa di nuovo. E’ il caso del Poligono di tiro privato di Colle San Mauro (Pizzoli) situato a pochi passi dal meraviglioso Anfiteatro Romano, sito archeologico tra i più importanti e rinomati dell’intero territorio aquilano. Tutto nasce dalla concessione  di nove ettari di territorio destinato alla collettività che la Regione Abruzzo, il Comune di L’Aquila e il Comune di Pizzoli hanno deciso di  dare alla associazione privata  “Amiternum Academy”, costituita da poche persone per  le quali  divertimento è quello di sparare a delle sagome.” Così in una nota Stefano Lucantonio, Coordinatore Sinistra Italiana Provincia dell’Aquila ed Enrico Perilli, Segreteria Regionale Sinistra Italiana Abruzzo.

“Sinistra Italiana si unisce alla battaglia dell’Associazione  per la tutela di S. Vittorino Amiterno, ribadendo con forza la necessità che quel sito venga destinato alla collettività e allo sviluppo culturale.

Apprendiamo inoltre, con estremo stupore, della scelta della Regione Abruzzo e del Comune di Pizzoli di fare appello al Consiglio di Stato dopo che il TAR ha dichiarato illegittima la presenza del poligono e ha dato ragione all’Associazione.  Perché questa decisione? Quale è la prospettiva che spinge i nostri amministratori a spendere soldi pubblici per il diletto di una società privata con pochi iscritti? Perché non spendere quei soldi pubblici per una vera e propria azione di promozione turistica del sito Archeologico?  Quali sono gli interessi che spingono gli enti pubblici a schierarsi in maniera così forte e determinata dalla parte di una piccola associazione di pistoleri nonostante il TAR abbia detto con chiarezza che il rumore degli spari nuoce alla salute degli abitanti di San Vittorino?

Il nostro partito è da sempre schierato dalla parte dei cittadini, del bene pubblico e della cultura. Chiediamo quindi al Comune di Pizzoli e alla Regione Abruzzo di ritirare il loro ricorso al Consiglio di Stato e di incontrare i cittadini per dare il via ad una vera e propria opera di riqualificazione e di sviluppo turistico e culturale dell’area, tra le più belle della nostra regione.”

 


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