Poligono di San Vittorino, vincono i Cives. Il Tar: manca un beneficio pubblico

di Redazione | 08 Febbraio 2021, @07:02 | CRONACA
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L’AQUILA – Il Tar dell’Aquila ha accolto il ricorso contro il poligono dell’Amiternum Academy a San Vittorino. Il ricorso, curato dall’avvocato Fausto Corti, era stato presentato dai rappresentati del Comitato Salviamo San Vittorino. I ricorrenti impugnavano, e ne chiedevano quindi l’annullamento, la concessione/contratto stipulata dal Comune di Pizzoli con la contro interessata Associazione “Amiternum Academy” in data 8 giugno 2020, nonché gli atti ad essa presupposti e conseguenti e – si legge nella sentenza, “segnatamente, la Deliberazione del Consiglio comunale di Pizzoli n. 9 del 28 marzo 2019; la Deliberazione della Giunta comunale dell’Aquila n. 134 del 2 marzo 2020; la Deliberazione della Giunta comunale di Pizzoli n. 24 del 20 aprile 2020; l’intesa sottoscritta tra il Comune di Pizzoli e il Comune dell’Aquila finalizzata al mutamento di destinazione d’uso/concessione in favore della Associazione sportiva “Amiternum Academy” nonché la Determina regionale n. DPD/162 del 19 maggio 2020.”

Priva di pregio giuridico è stata considerata l’eccezione di inammissibilità opposta dalle amministrazioni interessate. “Deve osservarsi al riguardo – scrive il Tar – che i ricorrenti agiscono non solo come cives della frazione aquilana di San Vittorino per tutelare il diritto collettivo dei membri della collettività sull’area oggetto di concessione (diritto di cui è attualmente in contestazione la titolarità tra i Comuni di Pizzoli e L’Aquila, essendo pendente il giudizio instaurato dal Commissario per gli usi civici nel 2019), ma sono mossi, altresì, dall’interesse a tutelare il loro diritto alla salute e la loro sfera esistenziale e personale dai pericoli derivanti dal rumore (di cui lamentano l’intollerabilità, come accertato da perizia fonometrica prodotta agli atti), causato dalle attività di tiro in considerazione anche della vicinitas tra le abitazioni dei ricorrenti ed il campo da tiro, distanti circa 800 metri.”

“Ai fini della sussistenza della legittimazione ad agire è sufficiente, infatti, la vicinitas, intesa come vicinanza dei soggetti che si ritengono lesi dall’attività contestata, non essendo necessario che la parte ricorrente fornisca la prova dell’effettività del danno subendo (T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 26/06/2012, n. 5826). Ebbene, attesa la capacità dell’attività di sparo svolta dalla controinteressata sui terreni oggetto di concessione di incidere sulla qualità della vita dei ricorrenti, che risiedono e vivono nelle immediate vicinanze dei predetti terreni, devono ritenersi sussistenti le condizioni processuali legittimanti la proposizione del ricorso.”

Nel merito sono stati pienamente accolti i motivi dei ricorrenti, dalla mutazione della destinazione d’uso di un gravame civico in assenza di un interesse pubblico dei cives di San Vittorino. E’ consentito – scrive la corte -dare una diversa destinazione ai predi gravati da uso civico, “quando essa rappresenti un reale beneficio per la generalità degli abitanti, quali la istituzione di campi sperimentali, vivai e simili”.

“Né, tantomeno – continuano i giudici – può ritenersi che il reale beneficio per i cives possa coincidere con il pagamento di un canone concessorio, la cui entità appare peraltro irrisoria, ovvero con la realizzazione dei lavori, a spese della concessionaria, necessari per completare la sistemazione dell’area, trattandosi di opere strumentali all’esercizio dell’attività sportiva i cui costi non possono ricadere sulla collettività, o, infine con l’impegno della controinteressata di effettuare corsi gratuiti di tiro orientato per i residenti del comune di Pizzoli e del personale dell’Ufficio di Polizia Municipale, che, evidentemente, arrecano vantaggio in favore dei soli soggetti potenzialmente interessati a detta pratica sportiva.”

 


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