Poligono di San Vittorino, nuovo esposto: “Opere eseguite in difformità rispetto al progetto”

di Alessio Ludovici | 13 Maggio 2021, @06:05 | CRONACA
poligono san vittorino
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L’AQUILA – Non solo la concessione sarebbe illegittima, almeno secondo quanto deciso dal Tar dell’Aquila lo scorso febbraio con sentenza n. 553/21, ma le opere realizzate sono state fatte anche in difformità rispetto al progetto approvato dal Comune di Pizzoli e validato dalla Soprintendenza.

Lo spiega Fausto Corti, legale dell’Associazione per la Tutela di San Vittorino Amiterno, che ha presentato il 6 maggio un nuovo esposto, alla Soprintendenza Bap dell’Aquila e al Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Le opere, su un’area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 142 lett. G del Codice dei Beni Culturali, stando all’esposto, sono realizzate in difformità rispetto al progetto approvato e mancherebbero di conseguenza anche dei nulla osta della stessa Soprintendenza. Nulla osta necessari proprio perché l’area, in quanto uso civico, è vincolata paesaggisticamente.

Una questione che era già stata rilevata in precedenti comunicazioni.

Il 3 maggio, con una nota inviata al Responsabile dell’Ufficio di Polizia Municipale di Pizzoli e al Responsabile Tecnico Urbanistico del medesimo comune, nella quale si denunciava anche la mancata ottemperanza del Comune di Pizzoli alle funzioni di Polizia edilizia.

Ancora prima, il 15 febbraio, con una nota inviata per nome e per conto dei cittadini che hanno dato vita al Comitato, si segnalava, oltre alle difformità delle opere realizzate, il venir meno, in seguito alla sentenza del Tar, della clausola di estremo favore per la concessionaria. Uno strano artificio amministrativo che, a monte di tutta questa vicenda, aveva posto a carico della collettività di Pizzoli il costo per la realizzazione del Poligono, lasciando all’Asd proponente il progetto l’unico onere di pagare un canone accessorio annuo per l’area, di cui il poligono è solo una piccolissima parte, pari a 500 euro.

Sempre nella nota del 15 si chiedeva all’ente locale di avviare la ripresa in possesso dell’area e la rimozione di quanto realizzatovi e, appunto, di verificare se le opere fossero conformi al progetto.

E ancora prima, il 30 novembre, un’altra segnalazione, a Soprintendenza Bap dell’Aquila e Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in cui si denunciava già la realizzazione di opere in difformità rispetto a quanto approvato.

Un nuovo capitolo di una vicenda giudiziaria che sta facendo discutere e che ha incrinato i rapporti tra abitanti di San Vittorino e lo stesso Comune dell’Aquila, che ha anch’esso impugnato la sentenza del Tar come già fatto da Regione Abruzzo, dall’Amiternum Academy e dal Comune di Pizzoli.

Proprio il 6 giugno c’è l’udienza del Consiglio di Stato sull’appello, una richiesta di sospensiva della sentenza del Tar, proposto dal Comune di Pizzoli.

La sentenza del Tar dello scorso febbraio, come ormai noto, disponeva l’annullamento:

  • “della “concessione/contratto stipulata dal Comune di Pizzoli con la Associazione “Amiternum Academy” in data 8 giugno 2020, nonché degli atti ad essa presupposti e conseguenti, e segnatamente:

  • “la Deliberazione del Consiglio comunale di Pizzoli n. 9 del 28 marzo 2019”

  • “la Deliberazione della Giunta comunale dell’Aquila n. 134 del 2 marzo 2020”

  • “la Deliberazione della Giunta comunale di Pizzoli n. 24 del 20 aprile 2020 di contenuto non conosciuto

  • “l’Intesa sottoscritta tra il Comune di Pizzoli e il Comune dell’Aquila finalizzata al mutamento di destinazione d’uso/concessione in favore della Associazione sportiva “Amiternum Academy”

  • “la Determina della Giunta Regionale n. DPD/162 del 19 maggio 2020”

Oltre la punta del diritto, inoltre, ci sono poi i risvolti politici della vicenda. Da un lato le polemiche per la costruzione di un poligono a poche decine di metri dall’anfiteatro di Amiternum, arrivate anche in cronaca nazionale. Dall’altro i cittadini di San Vittorino esasperati dagli spari chiaramente avvertiti nei dintorni, e anche dall’anfiteatro. Cittadini che denunciano di sentirsi inascoltati sia dal Comune di cui fanno parte oggi, quello dell’Aquila, sia da quello di cui hanno fatto parte fino agli anni ’20 dello scorso secolo, Pizzoli.


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