Poligono di Monte Stabiata, esteso il piano di indagini ambientali

di Alessio Ludovici | 17 Settembre 2020 @ 06:38 | AMBIENTE
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L’AQUILA – E’ arrivata la presa d’atto da parte della Giunta comunale del “Piano di indagini integrative per il poligono di Monte Stabiata”, aggiornato in base alle determinazioni della conferenza di servizi dello scorso gennaio a cui parteciparono il Comune, l’Arta con una nota, l’Asl, l’amministrazione della Difesa, il 9° Reggimento Alpini e lo Stato maggiore dell’Esercito ed erano invitati il Parco, la Regione e l’Asbuc di Collebrincioni. Con il “nuovo” piano, che prevede sostanzialmente un’estensione dei campionamenti, si dovrebbe finalmente far luce sugli effettivi scenari di rischio, e le necessarie bonifiche, dovuti alla presenza del poligono che da anni rappresenta motivo di preoccupazione e disagio per gli abitanti di Collebrincioni. Più che un poligono è un campo di tiro utilizzato per esercitazioni dall’Esercito e ricade, oltre che su terreni di uso civico, in pieno parco e in zone di protezione speciale. Da qui le proteste degli abitanti di Collebrincioni, e successivamente di comitati e associazioni ambientaliste. Nella delibera del Comune se ne ripercorrono le vicende. Nel 2014 fu l’Amministrazione dei Beni Seperati di Uso civico di Collebrincioni, che dall’esercito riceve un “risarcimento” in cambio dell’utilizzo dell’area, segnalò alla Procura della Repubblica il presunto superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione  di alcuni materiali.
Successivamente nei primi incontri istituzionali fu stabilito che lo Stato Maggiore dell’Esercito effettuasse sull’area di addestramento un Piano di Indagine ambientale, di concerto con l’ARTA Abruzzo, Distretto Provinciale di L’Aquila. A novembre 2014, all’esito di quella prima indagine, veniva quindi certificato l’avvenuto superamento delle CSC nell’area del Poligono.
In una prima Conferenza di Servizi successiva a quelle analisi veniva quindi stabilito di bonificare un’area di circa 6mila mq e contestualmente accordato al 9° Reggimento la possibilità di continuare ad utilizzare il sito in modi e zone tali “da non compromettere le operazioni di bonifica nella porzione di sito oggetto di indagine ambientale”. Nei dodici mesi seguenti, però, emergono, ricorda sempre il deliberato del Comune, ulteriori criticità e arriva una richiesta da parte del Parco, poi approvata in Conferenza, di estensione dell’area da bonificare per il “ritrovamento di residui di vario genere in alcune zone esterne e limitrofe a quella individuata ab origine, nonché in ragione delle risultanze dell’indagine ambientale condotta”. A gennaio 2020, infine, dopo vari incontri in cui vengono definite nuove indagini e prescrizioni, l’ultima Conferenza di Servizi che di fatto ha esteso ulteriormente il campo e la natura delle valutazioni ambientali da svolgere.


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