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Pizzoli, la comunità e gli scout ricordano San Carlo Acutis

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Una processione e una celebrazione con la reliquia: Pizzoli ricorda san Carlo Acutis, insieme agli scout dell’Agesci Amiterno 1. Il richiamo di don Claudio Tracanna alla fede del giovane e una preghiera per la salute del Papa.

PIZZOLI – Aveva quindici anni, una passione per l’informatica e una frase con cui raccontava la propria fede: “La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio”. La comunità di Pizzoli ha ricordato questa mattina san Carlo Acutis con una processione e una celebrazione durante la quale la reliquia custodita nella chiesa parrocchiale è stata esposta alla venerazione dei fedeli. Alla giornata ha partecipato anche il gruppo scout Agesci Amiterno 1. Durante la celebrazione si è pregato per la salute del Papa.

Perché Carlo Acutis si ricorda il 12 ottobre

L’appuntamento si è svolto a pochi giorni dalla memoria liturgica del 12 ottobre. La data ricorda la morte di Carlo, avvenuta nel 2006 all’ospedale San Gerardo di Monza, dopo una leucemia fulminante. Quest’anno ricorre dunque il ventesimo anniversario.

Nel linguaggio cristiano è il giorno della “nascita al Cielo”: per questo la ricorrenza è legata alla morte e non al compleanno del giovane, nato a Londra il 3 maggio 1991 e cresciuto a Milano. Proclamato beato il 10 ottobre 2020, Acutis è stato canonizzato da papa Leone XIV il 7 settembre 2025, in piazza San Pietro, insieme a Pier Giorgio Frassati.

Il richiamo di don Claudio Tracanna

Durante la celebrazione don Claudio Tracanna ha collegato la sua esperienza al brano evangelico della domenica nel quale i farisei cercano di mettere in difficoltà Gesù chiedendogli se sia lecito pagare il tributo a Cesare. La risposta arriva dopo che Gesù si è fatto mostrare una moneta e ha chiesto a chi appartengano l’immagine e l’iscrizione: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

È su questo secondo passaggio che il parroco ha richiamato l’esempio di Acutis: “un ragazzo che ha saputo dare a Dio ciò che è di Dio, vivendo la fede dentro le occupazioni e gli interessi della propria età”.

Il rapporto con il computer e con il web ne offre un esempio concreto. Carlo mise le proprie conoscenze informatiche a disposizione della parrocchia milanese di Santa Maria Segreta, collaborando al sito internet insieme a uno studente di ingegneria informatica. Lavorò anche a progetti per il volontariato e alla realizzazione di una mostra sui miracoli eucaristici.

Don Claudio ha ricordato anche un’altra delle sue espressioni più conosciute: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo”. Una frase legata alla partecipazione quotidiana alla messa e alla preghiera. La biografia del giovane racconta inoltre l’aiuto ai senzatetto e ai poveri, ai quali destinava parte dei soldi della propria paghetta.

La reliquia a Pizzoli nel ricordo di Federico Martinelli

Il legame con Pizzoli passa dalla reliquia “ex capillis”, costituita da capelli del santo, accolta nella chiesa parrocchiale la scorsa primavera. La consegna era avvenuta grazie ad Annamaria Anastasio, che aveva voluto ricordare il figlio Federico Martinelli. In quell’occasione il sacerdote aveva rivolto un pensiero ai giovani del territorio, indicando Carlo come riferimento spirituale e richiamando le parole di papa Francesco sull’autenticità e sulla gioia nel cammino della santità. La reliquia era stata lasciata esposta nella chiesa per la preghiera dei fedeli.