Pino Berton. Da una vita con il cronometro in mano. Per lo sport

di Lorenzo Mayer | 03 Gennaio 2022 @ 06:45 | RACCONTANDO
cronometro
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VENEZIA – Pino Berton. Da una vita con il cronometro. in mano. Per lo sport. Seimila ore di servizio in gara (sommando l’operato di tutti i volontari) nel 2021, distribuite in 220 giornate di gara di varie discipline lungo tutta la Penisola. Sono numeri record, di cui va giustamente orgoglioso Giuseppe Pino Berton, da ventuno anni sulla tolda di comando dell’Associazione sportiva dilettantistica, Cronometristi della Provincia di Venezia. Oggi presidente uscente: resterà in carica fino a gennaio 2022, poi verrà convocata l’assemblea ordinaria e a seguire una straordinaria per l’elezione del nuovo presidente.  
 
“Avevo preparato da tempi i miei collaboratori – racconta Pino – ma dopo 21 anni di presidenza, e prima ancora dieci anni di servizio nel consiglio regionale, sento il bisogno che ci sia un ricambio. Largo ai giovani: io comunque resterò all’interno e presterò a chiunque sarà eletto, la mia collaborazione, nel modo in cui mi sarà richiesto. Quando sono entrato in associazione il cronometro si azionava ancora manualmente, oggi è un’altra storia. La tecnologia ha fatto passi da gigante, per cui c’è bisogno di una ventata di freschezza. Ma io resterò sempre attivo.
 
Un avvicendamento in piena armonia e serenità. Mercoledì 8 dicembre è tornata, con grande entusiasmo dopo la sospensione del 2020 causa Covid, la Festa annuale del cronometrista, come sempre nel periodo natalizio, ospitata a Cappelletta di Noale al ristorante “La Cicala”. Un centinaio gli invitati nel pieno rispetto delle normative sanitarie vigenti e del distanziamento. Circa un centinaio gli invitati.
 
“Il 2021 è stato l’anno della ripartenza – racconta Berton – abbiamo diretto e seguito gare da Bolzano a Trapani, su richiesta delle rispettive federazioni. L’anno precedente, invece, è stato ovviamente pesantemente ridotto a causa della pandemia: abbiamo presenziato a circa 120 gare per circa 3000 ore di attività nei vari cambi di gara”. Quest’anno, invece, il bilancio è raddoppiato tornando quasi sui livelli pre Covid. “E nel 2022 ripartiremo subito alla grande – ricorda il numero uno dei cronometristi veneziani – abbiamo già in calendario diversi impegni fissati dal 6 al 9 gennaio per alcuni eventi e gare. E, come sempre, saremo ai nastri di partenza pronti a fare il nostro dovere”.

La crescita dei cronometristi veneziani è diventata anche un modello a livello nazionale.

E il riconoscimento del Coni che ci ha assegnato la Stella d’oro al Merito Sportivo è un orgoglio e un’importante conferma. La nostra associazione, per la provincia di Venezia, conta su 60 iscritti. Nel gruppo ci sono anche 6 allievi, e più o meno altrettanti soci benemeriti.
 
“L’associazione grazie all’esperienza conquistata sul campo – sta facendo cose che sono diventate, per molti, un modello: ad esempio le nuove tecnologie la grafica televisiva e lo streaming oltre alle quattro serie di Piastre elettroniche per il nuoto e il “finish-link” per atletica e pattinaggio. Con la nostra esperienza e strumentazione siamo in grado di sezionare il tempo di un secondo, se serve anche in cinquemila parti, o in duemila. Dunque una precisione assoluta e una garanzia blindata di precisione. Cose impensabili fino a qualche decennio fa. Ma se un’associazione sportiva funziona, il merito va sempre anzitutto alle persone”. Perciò la festa annuale è un momento molto importante.  
 
“Nel 2020 abbiamo organizzato la Mostra celebrativa dei nostri primi 80 anni di attività, ma non si è potuto svolgere il tradizionale incontro nel corso del quale vengono assegnati i riconoscimenti ai più meritevoli ed impegnati. La festa è stata l’occasione per dire grazie. Abbiamo invitato i nostri compagni di viaggio. Nella festa investiamo praticamente quasi interamente il poco utile che abbiamo. Ci teniamo a consegnare le ceste a chi ha fatto 100, 200 o 300 ore di servizio durante l’anno, quest’anno ben 25 cronometristi. Ci sono state poi alcune premiazioni: quella del “Cronometrista dell’anno” per il 2020 e 2021 (due edizioni): il riconoscimento è stato attribuito a Michele Manganaro e Elena Orlando, mentre  il premio “Angelo Chinellato” se lo sono  aggiudicati Gianluca De Rossi e Marco Riato. Il premio in memoria di Alessandro Berton  dedicato ai giovani emergenti, lo hanno conquistato Giulia Bresin e Elena Vettorello. Altra premiazione importante è stata per i 50 anni di attività a Paolo Brusò” . Ma c’è poi un altro aspetto che Berton tiene a sottolineare anche verso i giovani. “Per entrare nella nostra associazione bisogna certamente avere la passione ma questa non basta. Occorre poi studiare e essere preparati. Perciò per entrare a farne parte solo dopo aver fatto un esame scritto e un orale, si diventa allievo. Ottenuto questo livello entro 48 mesi l’allievo deve sostenere un esame davanti alla commissione regionale. Non ci sono, perciò scorciatoie. Occorre essere preparati”.
 
Come è nata la mia passione? Da atleta ho praticato nuoto e scherma, e mi sono innamorato a vedere la precisione dei cronometristi, sempre presenti e precisi. Così a fine carriera di nuovo ho voluto provare a mettermi dall’altra parte della barricata”.

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