Pietrucci, Mariani e Pepe: Febbo conferma le nostre critiche, la Carta degli Aiuti va corretta

di Redazione | 01 Dicembre 2021 @ 10:50 | POLITICA
Sciopero della fame
Print Friendly and PDF

L’AQUILA  –   Nella prossima Programmazione europea la “Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027” (i territori che, in deroga alle norme sugli Aiuti di Stato, potranno accedere a benefici economici maggiori rispetto al resto della regione) prevede un plafond di popolazione di 720.000 abitanti, quasi triplo rispetto ai 252.000 del periodo 2014- 2021. Pietrucci, Mariani e Pepe rispondono alle parole di  Febbo in 6 punti, che vanno dall’allocazione dei fondi fino ad una stoccata sull’effettiva conoscenza che l’amministrazione ha del territorio. 

1. Questo risultato, sbandierato come un successo, è purtroppo il segno di un diffuso impoverimento poiché indica la dimensione demografica equivalente di abruzzesi che hanno un Pil pro-capite inferiore (tra il 75 e il  90%) alla media UE-27! Dunque nessun merito né tantomeno un vanto, consigliere Febbo. Piuttosto c’è da essere preoccupati per la maggiore difficoltà economica in cui si trova la popolazione abruzzese, dicono Pietrucci, Mariani e Pepe.

2. Segnalando che Umbria e Marche (Regioni governate anch’esse dal centrodestra) stanno inserendo nelle loro “Carte degli aiuti” tutti i Comuni del cratere sismico 2016/17, abbiamo chiesto che anche l’Abruzzo faccia altrettanto. Febbo dice che “già ne hanno tenuto conto”. Purtroppo ne hanno tenuto conto togliendo Comuni che già ne facevano parte (Pizzoli e San Demetrio, con interventi già finanziati su Restart), inserendo due soli Comuni del cratere 2016/2017 (Teramo e Farindola) e non inserendo nessun Comune appartenente ad entrambi i crateri.

3. Escludendo Comuni dove operano aziende industriali, artigianali e produttive importanti (San Demetrio, Pizzoli, Poggio Picenze, Barisciano, Colledara, Montorio, Basciano) la Giunta dimostra di non conoscere il territorio e ignora le critiche di tante aziende per il danno che si determinerà. Anche perché nella Carta sono stati inseriti tratti di costa (Pescara) dove le attività economiche (gli stabilimenti balneari) andranno a gara nel 2023 e di eventuali aiuti beneficerà chissà chi! 

4. Poi Febbo insiste: poiché i crateri 2009 e 2016/17 già beneficiano di un miliardo e 780 milioni, è giusto che siano altri Comuni ad essere “avvantaggiati” e inseriti nella Carta del Regolamento 107.3.c. Senza capire che le aree “agevolate” devono poter avere anche la disponibilità di risorse! Altrimenti il paradosso (ci si perdoni il proverbio in dialetto ma efficace) sarà che “Chi te’ ji denti non te’ lo pa’ e chi te’ lo pa’ non te’ ji denti” (chi ha il pane non ha i denti, e chi ha i denti non ha il pane), cioè le aziende nei crateri sismici non potranno beneficiare di maggiore intensità di finanziamento. E quelle che operano nelle aree del 107.3.c anche se sono teoricamente agevolati, non avranno le risorse disponibili! E questo provocherà un assurdo, reciproco danno incalzano Pietrucci, Mariani e Pepe.

5. Nessuno ha chiesto – perché non è possibile per fortuna – di inserire tutti i 305 Comuni abruzzesi: però si può correggere la zonizzazione (e questa responsabilità spetta a chi governa) reinserendo almeno alcune realtà dei crateri importanti sul piano produttivo al posto di qualche Comune aggiunto solo per amicizia politica maa cui, in realtà, non arriverà alcun reale beneficio.

6. Infine: è stata completamente dimenticata tutta la Val Fino di Teramo, concludono. 


Print Friendly and PDF

TAGS