Pietrucci e D’Amore: “Garantire presidio medico Campo di Giove e Abruzzo interno”

Richiamando un intervento di maggio, i due consiglieri si appellano alla regione

di Redazione | 06 Ottobre 2021 @ 12:21 | POLITICA
Sciopero della fame
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L’AQUILA – Il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e il consigliere comunale Liborio D’Amore commentano il presidio interno a Campo di Giove e nell’Abruzzo interno. 

Era fine marzo e con un intervento sulla stampa, segnalavamo su sollecitazione di tanti cittadini, un problema concreto ed emblematico al tempo stesso per chi vive nei paesi montani.
Sono passati sei mesi e Campo di Giove non ha ancora un proprio medico di base, dopo che il precedente ha rinunciato all’incarico nel mese di marzo e la sostituta – che avrebbe dovuto tamponare l’assenza almeno fino a dicembre – ha rescisso il contratto a fine settembre  lasciando senza assistenza primaria un territorio complicato come può esserlo solo quello delle aree interne.  Si è ventilata la possibilità di un sostituto che però garantirebbe la presenza solo per due ore settimanali: una follia. 
Quella di Campo di Giove, infatti, è una realtà dove la popolazione è scarsa e le distanze tra i luoghi risultano disagevoli, dove non c’è nessun punto di primo intervento né ci sono infrastrutture che consentono di viaggiare velocemente e in sicurezza verso paesi limitrofi dove è presente il medico di famiglia.
Scopriamo tra l’altro che persino a Cansano, il Comune peligno a 5 chilometri da Campo di Giove, la dottoressa che sta usufruendo dell’astensione da maternità avrà un sostituto che garantirà la presenza solo una volta a settimana. La Regione, che ha tra i suoi poteri anche quello di adottare procedure tese allo snellimento burocratico e all’abbreviazione dei tempi necessari al conferimento degli incarichi, deve anche riuscire a garantire la permanenza dei medici contrattualizzati, assicurando retribuzioni dignitose e adeguate a compensare i disagi di chi opera nelle aree interne, soprattutto a chi garantisce un servizio primario e indispensabile come le cure e l’assistenza sanitaria.
Solo assicurando servizi essenziali, si evita lo spopolamento e si garantisce il futuro dei nostri piccoli centri montani.


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