Piazza San Marco, il punto sull’ex Palazzo del Governo e Sant’Agostino

di Cristina D'Armi | 19 Novembre 2020 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – A che punto è la rinascita di piazza San Marco? In attesa della ricostruzione della Chiesa vediamo a che punto sono l’ex palazzo del Governo e il monastero di S.Agostino.

L’edificio della Prefettura è interamente crollato. E’ stato risparmiato solo il piano terra che presenta gravissime lesioni. La stima economica è pari a 27milioni di euro. Dal Sito di Opendata, invece, si evince la cifra di 34milioni richiesti e finanziati, anche se, ad oggi, sono stati erogati 12milioni 929mila e 664 euro, mentre, all’interno del Cup tecnico di riferimento, risultano  44,2 milioni di euro, già stanziati. Per vedere la nuova sede completa ci vorranno almeno 7-8 anni il progetto è, in effetti, molto complesso: è stato necessario fare una serie di studi sui vari strati architettonici che sono stati aggiunti nel tempo: nel 1600, 1700, 1800 e 1900 e, per ciascuno di essi sarà necessario fare interventi appositi. L’obiettivo è sistemare il palazzo antico in modo da renderlo fruibile, negli spazi al piano terra, anche ai cittadini. Nel palazzo di governo simbolo della distruzione del terremoto verranno accorpate tutte le sedi provinciali, prima sparpagliate in più edifici.

Il complesso di via Sant’Agostino, nei locali della chiesa, dopo aver subito il crollo del lanternino e lesioni di grave entità con situazione prossima al crollo della cupola, delle pareti laterali e della facciata, sarà abbattuto e ricostruito, mantenendo la stessa altezza ma con un piano in più. Sarà realizzato ex novo anche un terzo edificio, sopra un parcheggio interrato di due piani.

Sant’Agostino e l’ex palazzo del Governo sono stati edificati nello stesso complesso risalente ad un periodo di poco posteriore alla fondazione della città. Era il 1282 quando il vescovo dell’Aquila concesse agli eremitani di S. Agostino, il permesso di edificare un complesso monastico intitolato al loro santo referente. L’ex convento degli agostiniani fu riformulato a più riprese nel corso dell’ottocento: adottato dapprima a teatro, poi a sede della prefettura. All’interno sono ancora individuabili i grandi ambienti monastici ed il cortile ritmato da colonne doriche scannate, uguali a quelle che sostengono la balaustra dell’ampia facciata neoclassica: certamente ispirate alle colonne lignee che un tempo sorreggevano i palchi del teatro, noto come Sala Olimpica, realizzato fra il 1819 e il 1820.

La chiesa di Sant’Agostino è stata eretta su disegno di Ferdinando Fuga e distrutta dal terremoto del 1703.  Ha la facciata tripartita da lesene con nicchie laterali e coronamento orizzontale a balaustri; al sommo, cupola ottagonale. L’interno, ellittico a cupola, spartito  da lesene alte che inquadrano i quattro bracci della croce e delle cappelle intermedie, ha subito il crollo del lanternino e lesioni di grave entità con situazione prossima al crollo della cupola e  della facciata. Gravi danno anche al patrimonio storico artistico.

Nelle schede tecniche sono stati stimati 6milioni per la ricostruzione, poi però è stato necessario chiederne 6milioni 540mila euro,  di  cui  5milioni,  294mila  e 248  euro  sono  già  stati  erogati.  Di  questi,  6milioni  di euro sono stati destinati ai lavori di consolidamento e restauro, ed i restanti 540mila al progetto definitivo di riparazione e di ripristino dell’agibilità della chiesa. 

I residenti della zona hanno presentato, tempo fa, un esposto per gravi difformità nei lavori di ricostruzione che riguarderebbero la metratura: lo scheletro supera i dieci metri di altezza, misura, per l’esattezza 14 metri che non sembrerebbero a norma rispetto all’accordo preliminare che fu sottoscritto.


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