Piazza d’Armi, le opposizioni: “Pasticcio in Comune, si riparte da zero”

di Alessio Ludovici | 04 Ottobre 2023 @ 06:00 | POLITICA
centrosinsitra piazza d'armi
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L’AQUILA – Praticamente si riparte da zero, questa l’accusa del centrosinistra per una determina del Comune sulla vicenda Parco Urbano di Piazza d’Armi.

Eravamo rimasti alla alla decisione del Comune di rescindere il contratto con la Rialto (qui la storia della vicenda). Una scelta inevitabile ma che lasciava aperte diverse ipotesi per riprendere l’opera per la quale, si ricorda, c’erano circa 22 milioni di euro disponibili.

Ad agosto il centrosinistra individuava la via, secondo loro più breve ventilando l’ipotesi di un accordo extragiudiziale con la ditta al fine di recepire il loro lavoro di progettazione e partire quindi subito con un nuovo appalto dei lavori.

Ma negli uffici comunali, nel frattempo, si è lavorato ad un’altra ipotesi. In pratica un nuovo progetto tecnico di fattibilità che rimette mano anche complessivamente all’idea progettuale di base. Così, anziché un parcheggio interrato ce ne sarà uno a raso e via con altre modifiche.

“Un pasticcio” hanno spiegato ieri in conferenza stampa Stefania Pezzopane, Paolo Romano, Alessandro Tomassoni, Simona Giannangeli e Lorenzo Rotellini anche nome dei colleghi di minoranza assenti.

“Passano gli anni – insistono i consiglieri – e l’unica cosa che sono in grado di fare è prendere i soldi destinati a questo progetto per fare altro: una prassi consolidata che intendiamo denunciare ad ogni livello. Purtroppo rileviamo che la giunta Biondi pensa alla zona ovest solo per i centri commerciali. E mentre aspettiamo da 2 mesi la risposta alla interrogazione sullo stato dell’arte del Parco di Piazza D’Armi, presentata dalla consigliera Stefania Pezzopane e sottoscritta da tutte le opposizioni, è spuntata una determina datata 27/9/2023 Dirigente Arch. Roberto Evangelisti. La determina, senza un atto di indirizzo della giunta, si sostituisce indebitamente al consiglio comunale, cambiando il progetto definitivo e quota parte del plafond finanziario, scelte comprese nel Masterplan ratificato dal Consiglio comunale. La determina di Evangelisti, infatti :
1) priva il progetto di 3 milioni per finalizzarli ad altro progetto non indicato nell’atto; nella determina si riporta che la Fondazione Abruzzo Australia che ha donato nel post terremoto i 3 milioni di euro al Comune dell’Aquila avrebbe “espresso la volontà“ di destinare le risorse ad altro intervento, forse stufi di aspettare anni per veder iniziare i lavori;
2) cambia il progetto definitivo nella scelta dei parcheggi che da interrati diventano a raso, occupando lo spazio dedicato al verde e agli spazi comunitari mentre il teatro diventa auditorium con altri radicali mutamenti che ne diminuiscono l’importo e la fruibilità;
3) assegna al Rup la possibilità di dare un nuovo incarico professionale con affidamento diretto di altri 140.000 per la redazione del PFTE.”

“Ci chiediamo – l’affondo anche sulla rescissione – perché lo stesso dirigente non abbia correttamente proceduto alla rescissione contrattuale anche per il ponte di Belvedere, dove c’è la stessa identica situazione. 2 pesi  e 2 misure ? E se l’impresa Rialto dovesse appellarsi a questa contraddittoria procedura?”

La vicenda, l’annuncio delle minoranza, sarà portata in commissione di garanzia.


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