Pescara, un detenuto va in escandescenza e manda 7 agenti in ospedale

di Redazione | 10 Aprile 2024 @ 11:14 | CRONACA
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PESCARA – Ennesimo, drammatico episodio ieri nella Casa Circondariale di Pescara. Un detenuto è andato in escandescenza a seguito dell’arresto della moglie. Al momento non sono ancora note le dinamiche della sua reazione. Quello che si sa è che dalla reazione dell’uomo ben 7 agenti di stanza al penitenziario di San Donato sono dovuti ricorrere al Pronto soccorso di cui 6 con 7 giorni di prognosi e uno in profilassi per aver ricevuto sputi in faccia.

A dare la notizia è la UIL PA Polizia Penitenziaria Abruzzo: “Torna alla ribalta un istituto di pena che più che una realtà deputata al contenimento di persone macchiatesi di reati o presunti tali ha preso i connotati di autentico girone infernale” – afferma Mauro Nardella Vice Segretario generale UIL PA Abruzzo – “La cronica carenza organica fa da contraltare a un sovraffollamento di detenuti davvero cinico e baro. Tanti, troppi sono gli eventi critici che quasi quotidianamente ivi accadono” – spiega invece Il segretario generale Abruzzo Ruggero Di Giovanni – “Insomma un carcere che se continua di questo passo poco avrà da “invidiare”, si fa per dire, a quelli che nel centro America o in Africa hanno la triste fama di essere poco edibili dal punto di vista dei diritti umani” – calca la mano Nardella.

“La UIL PA Polizia Penitenziaria Abruzzo chiede un immediato intervento volto a riequilibrare un sistema troppo fallace per essere definito costituzionalmente integro”, rilancia Di Giovanni.

“Ben vengano i 20 agenti previsti in arrivo e frutto della decisione partorita ieri, in quel di Roma negli uffici del provveditorato Lazio, Abruzzo e Molise. Tuttavia molto va fatto dal punto di vista della conta numerica dei detenuti. Riportare i dati in linea con la capienza regolamentare e tirare fuori dalle quattro mura i soggetti psichiatrici abusivamente ubicati nelle carceri italiane, atteso che le strutture deputate alla loro gestione dovrebbero essere le REMS, è il primo passo da fare.

Il secondo è quello di riportare la sede del Provveditorato regionale a Pescara visto che la sua venuta meno ben 10 anni fa ha significato l’attivazione del de profundis penitenziario a Pescara in particolare e in tutti gli istituti abruzzesi in generale”, concludono all’unisono i due dirigenti della UIL.


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