Pescara, truffa Home Banking: risarcimento senza precedenti

di Redazione | 18 Settembre 2020 @ 11:46 | CRONACA
openpolis pc
Print Friendly and PDF

PESCARA – Truffa, all’interno del sistema home banking, ai danni di un cliente dell’avvocato pescarese Alessandra Torrelli.

Secondo quanto riportato da Cityrumors, l’utente in questione aveva effettuato una transazione tramite home banking della sua banca. Al momento della transazione, le coordinate bancarie del destinatario erano state sostituite con quelle di un destinatario sconosciuto all’utente.

“Secondo la polizia postale la frode sarebbe stata effettuata in presenza di un malware di tipo trojan banking che, secondo la stessa, funzionerebbe come segue: quando viene avviata la transazione, il codice malevolo sostituisce di nascosto il codice del conto di destinazione con quello del cyber criminale, che riceverà quindi il denaro al posto del corretto beneficiario. Essendo l’utente già autenticato al servizio e contestualmente attivo in quel momento ed operando il malware secondo lo schema appena illustrato, vengono rese di fatto inefficaci eventuali misure di sicurezza contro il pagamento non autorizzato, come l’autenticazione a due fattori oppure eventuali alert del tipo LOGINLOGOUT utilizzate, come nel caso di specie, dalla piattaforma antifrode della Banca della vittima”.

A spiegarlo è l’avvocato della vittima che aggiunge: “L’utente ha diritto a un risarcimento da parte del prestatore di servizi. Con decisione del 24 aprile, comunicata il successivo 22 luglio,  l’Arbitro Bancario Finanziario ha dato ragione alla vittima affermando che in casi come questo deve escludersi l’imputabilità all’utilizzatore di qualsivoglia profilo di colpa grave, proprio per l’insidiosità che caratterizza la frode, dovendosi conseguentemente tenere indenne quest’ultimo dalle perdite subite, al netto della franchigia eventualmente prevista”.

“Nell’epoca dei pagamenti on line, a mio parere, il precedente costituirà anche un pungolo per gli istituti bancari che, avendone i mezzi,  dovrebbero certamente investire di più nella sicurezza informatica a beneficio dei propri clienti”, conclude Torrelli.


Print Friendly and PDF

TAGS