CREDERE OGGI | Perdonanza | |

“Perdono e Perdonanza. Verso il Giubileo 2025”

“Perdono e Perdonanza. Verso il Giubileo 2025”
Parti del libro: Celestino V dispensatore della Misericordia; La meravigliosa arte di ricevere e offrire perdono; Le ragioni del Perdono; La virtù del perdonare; Perdonanza e Giubileo: eventi di misericordia; Il “Fuoco collettivo

Parti del libro: Celestino V dispensatore della Misericordia; La meravigliosa arte di ricevere e offrire perdono; Le ragioni del Perdono; La virtù del perdonare; Perdonanza e Giubileo: eventi di misericordia; Il “Fuoco collettivo”; Perdonare, per guarire l’Anima; Giubileo e Perdonanza: Roma debitrice verso Assisi e L’Aquila; Diventare anche noi “Porte Sante” della Misericordia; Le proprietà del “Fuoco”; Il Perdono libera; Varcare la soglia della Perdonanza; Grazie, Eminenza!; Perdonare con l’Amore del Padre; La forza del Perdono; Custodi dell’“Anima” della Perdonanza; Per costruire, insieme, la Civiltà del Perdono; L’Aquila, scuola di dialogo e di relazioni fondate sull’Amore; Il Fuoco della Perdonanza generato dall’“Anima Celestiniana”; L’umiltà Evangelica: madre della Misericordia e custode della Comunione; Il perdono: vincere il male con il bene; Il Fuoco della Perdonanza illumina le nostre “notti”; La Perdonanza: un messaggio di pace per la Chiesa e per il mondo; Siamo pronti per Papa Francesco, il Fuoco del Perdono accende la Pace; “Grazie, Papà-Francesco!”; L’Aquila sarà “Capitale del Perdono”; La Perdonanza: messaggio di libertà e di concordia universale; Gesù: vera e unica “Porta della Vita”.

«La perdonanza è la celebrazione della misericordia del Padre celeste, donata a noi in Cristo, crocifisso e risorto, e da noi accolta, vissuta e trasmessa agli altri. Ogni giorno il credente impara, con progressiva intensità, a lasciarsi perdonare, a perdonarsi, a chiedere perdono e a offrire perdono» (140): la presente espressione potrebbe fornirci la chiave di lettura, pragmatica, dell’ultimo libro del cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo emerito di L’Aquila. Presentato sabato mattina, 8 marzo, nell’auditorium “Benedetto XVI” dell’aquilano Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio”, il volume curato da don Claudio Tracanna, raccoglie alcuni dei pronunciamenti pastorali del cardinale nel decennio 2013-2023.

Le pagine – fresche di stampa – ci permettono di addentrarci: nell’eredità spirituale ed ecclesiale del pontefice san Celestino V; nella sapienza del Magistero, particolarmente quello di papa Francesco; nelle trame intricate della nostra antropologia, la quale viene costantemente catapultata dalle onde della storia, tra gioie e croci.

La Perdonanza, tradotta da Petrocchi, «non può essere solo un evento esteriore: una sorta di mantello posto provvisoriamente su una veste macchiata e destinato ad essere dismesso, lasciando le cose com’erano, non appena la Porta santa si chiude. La Perdonanza va celebrata nell’Anima della Chiesa e nel Cuore della Città. […] L’Aquila ha una missione da svolgere, con le parole e nei fatti: quella di proclamare la Civiltà della Perdonanza» (114).

Essa implica un profondo rinnovamento esistenziale, suggellato dalla conversione: la celebrazione dell’evento «non deve diventare semplice ritualità tradizionale, ma esperienza personale e comunitaria di revisione di vita. Se no si corre il rischio di fare tante Perdonanze, ma di rimanere senza perdono: ricevuto e dato» (123); la festa deve essere accompagnata da «un atto di “igiene spirituale”» (172), dall’esercizio della misericordia con se stessi e verso il prossimo (cfr. 175).

Il libro del nostro arcivescovo emerito ci fa meditare sul perdono cristiano, quel necessario strumento che abbiamo tra le mani per «vincere il male con il bene» (133). La presente pubblicazione ci ricorda che «da “perdonati” siamo chiamati a diventare “perdonanti”: la grazia che abbiamo ricevuto, dobbiamo trasmetterla al prossimo, che ha contratto “debiti morali” verso di noi. Lo stile da assumere è lo stesso che Dio ha adottato nei nostri confronti: la carità che sa vincere il male mettendo in campo un bene più grande» (106-107). Riusciremo a compiere questo, nella misura in cui prenderemo consapevolezza della certezza che «perdonare non è rassegnazione al passato, né semplice acquiescenza al dato di fatto, ma è volontà perseverante di bene e apertura creativa alla speranza. Perdona chi è mosso dalla certezza che l’amore vince» (95-96). Dalla lettura del presente volume del cardinale Petrocchi, assumiamo questa verità di fede: la carità divina è un fuoco, «che Dio suscita in noi attraverso il Suo Spirito. […] Il fuoco della Perdonanza deve illuminare le nostre “notti” spirituali, culturali, sociali» (135). Come anche l’invito a incarnare il dono e la vocazione-missione della misericordia, da ricevere dalla bontà divina e da avere verso se stessi e verso il prossimo