Perdonanza, Piccirilli: “Il corteo storico è il simbolo della comunità”

di Alessio Ludovici | 13 Agosto 2022 @ 06:00 | PERDONANZA
piccirilli
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L’AQUILA – Sono passati pochi minuti dalle 11, l’ora in cui è prevista la presentazione, all’Auditorium del Parco, del Corteo della Bolla. E’ ancora abbastanza presto per iniziare l’evento. C’è tempo per disimpegnate chiacchiere tra giornalisti, rappresentanti del Comune e delle associazioni che organizzano la Perdonanza. Sul palco, in costume storico, si staglia pronto un uomo: è l’ufficiale degli alpini Pietro Piccirilli. In divisa, non da alpino, ma da rievocatore storico. Non sarà la giornata più calda di questa estate ma nemmeno la più fresca.

L”occasione è importante dopo due anni di pandemia e con la visita del Papa alle porte: Piccirilli è in costume storico, ha in mano il pesante elmo, una riproduzione fedele nella fattura e nel peso di quelli dell’epoca con due grandi asce in legno applicate – dopo me lo infila in testa per farmi capire quanto pesa.  Pesante è anche la vera cotta di maglia che gli cinge il collo fin sopra le spalle. Si muove, calca la scena, passa in rassegna gli sbandieratori: saluta quelli a sinistra, poi quelli a destra, ha una parola per tutti, un incoraggiamento, un consiglio un aneddoto per ognuno; solo poi va a salutare il chiacchiericcio sotto il palco. E ancora pacche sulle spalle per tutti. “Sorridete loro e applauditeli – dirà più tardi indicando i giovani che parteciperanno al corteo storico – perché sono la parte migliore della città”.

E’ lui, durante la presentazione, a regalare un saluto, commosso, a Giovanna Di Matteo, storica costumista del corteo. Cala, infine, il sipario su una conferenza stampa piuttosto lunga e con tanta carne al fuoco. Fuggi fuggi generale: Piccirilli invece è ancora lì. Ha una parola per tutti: ora la stampa, la tv, un semplice passante, uno sbandieratore poi un altro, un collega rievocatore.

Il corteo gli scorre dentro, si sente l’odore di quel fuoco di Celestino, Pietro come lui. E lo vedi già sfilare, battagliare, urlare. Lo puoi immaginare persino guidare i Quarti verso la piana di Bazzano per difendere la Clavis regni dalle spire braccesche. Ma è tempo di Perdonanza per fortuna, di pace, ed è l’appuntamento più importante dell’anno per tanti volontari. Piccirilli sfila da decenni e non ha alcuna voglia di smettere: “Speriamo che gli aquilani continuino e a venire sempre più numerosi ad apprezzare queste iniziative che fanno grande questa città più di tante cose che si dicono in giro” ci dice. “Il corteo – continua – è la comunità, in ogni sua forma, la città che si sposta a ricevere il dono di Celestino”.

 

 


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