Perdonanza celestiniana: corteo della Bolla, protagonisti i bambini

Un fiume di persone di tutte le età e soprattutto bambini e bambine ha accolto il corteo della Perdonanza Celestiniana,

di Marianna Gianforte | 24 Agosto 2022 @ 06:12 | PERDONANZA
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L’AQUILA – Un fiume di persone di tutte le età e soprattutto bambini e bambine ha accolto il corteo della Perdonanza Celestiniana, nell’aria pienamente settembrina che ha rivestito gli spettatori di giacche, scialli e maglioncini, che torna al suo impianto tradizionale dopo i due anni di ‘staticità’ dovuti alla pandemia da Covid-19. Un corteo che, con tutto il suo portato storico, cristiano e sociale, ha ottenuto il riconoscimento di ‘bene immateriale dell’umanità’ da parte dell’Unesco nel 2019.

Un fiume di persone davanti alla sede provvisoria del Comune dell’Aquila, ai quattro cantoni, e poi lungo corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo, corso Federico II, viale Crispi e viale Collemaggio: la città ha risposto alla chiamata più importante e che segna la sua identità da 728 anni, partecipando in massa alla Perdonanza Celestiniana. Tantissimi i turisti incuriositi che hanno scattato foto lungo tutto il percorso, ingente anche la partecipazione degli operatori della comunicazione, per un impianto organizzativo costoso non soltanto da un punto di vista economico, ma anche di impiego di personale, di impegno sul campo, di strategie di sicurezza.

Con il naso all’insù, o con i riccioli scomposti, o infastiditi dagli abiti lughi tra i piedi, oppure, ancora, attratti dagli spettatori ai lati della strada che “chissà cosa gli passa per la testa a stare lì, fermi, a fotografare persone in costume d’epoca”: sono stati i più piccini con le loro mille espressioni i protagonisti veri del corteo della Bolla, con lo sguardo orgoglioso e superbo hanno pazientemente accompagnato gli adulti rispettando a menadito le prescrizioni, in fila, tenendosi per mano o con balestre e fiori in mano.

Si è alzato ieri, dunque, con l’emozione tipica delle ‘prime volte’, quando invece compie 728 anni, il sipario della Perdonanza Celestiniana, la 40esima dell’era moderna e con il ‘Fuoco del Morrone’, la fiaccola che simboleggia la pace, che ha raggiunto il centro storico ieri pomeriggio. Il corteo della Bolla del Perdono (emessa da Celestino V nel 1294 per estinguere i peccati di quanti avessero oltepassato la seconda Porta Santa al mondo dopo quella di San Pietro – Collemaggio – ‘sinceramente pentiti e confessati’, un giubileo che ha anticipato di alcuni anni quello ufficiale della Chiesa cattolica di Papa Bonifacio VIII) che si è tenuto straordinariamente il 23 agosto anziché il 28 per dare spazio, domenica prossima, alla storica visita del Papa, che aprirà la porta Santa. Il corteo, così, per la prima volta si è congiunto simbolicamente con quello della ‘Fiaccola del Perdono’ una volta arrivato davanti alla basilica di Santa Maria di Collemaggio (splendidamente recuperata dopo il terremoto grazie al contributo dell’Eni), trasportato da un giovane atleta ucraino, Daniil Shyrin, ciclista ucraino della nazionale under 23 residente all’Aquila e che si allena sulle strade aquilane insieme agli altri atleti fuggiti dall’orrore della guerra.

I festeggiamenti della settimana del Perdono sono iniziati proprio ieri sera davanti alla Basilica di Collemaggio, dove si si sono esibiti tra gli applausi e l’antusiasmo dei fani decine di artisti amici dell’Aquila nel concerto gratuito ideato dal direttore artistico Leonardo De Amicis dal titolo ‘Un canto per la rinascita di futuro e pace’. Artisti del calibro di Diodato, Roberto Vecchioni, Gaia, Lda, Tony Hadley, Anna Foglietta, Daniele Pecci, accompagnati dall’orchestra del Conservatorio di musica dell’Aquila “Casella”, con i cori della Schola Cantorum di San Sisto e della Corale L’Aquila e la direzione del maestro De Amicis. I festeggiamenti si protrarranno sino a martedì 30 agosto.

Al corteo hanno preso parte, con i gonfaloni di rito, autorità civili e religiose; sindaci e amministratori dei Comuni che hanno contribuito alla fondazione della città; Croce Rossa italiana – accolta a ogni passaggio dagli applausi – e associazioni di volontariato; associazioni cittadine che hanno sfilato per il corteo forse più sentito dalla comunità locale, quello del post-pandemia, quello che confluirà con la visita di Papa Francesco e che porta con sè il messaggio universale di pace, di integrazione, di vicinanza a sei mesi dall’avvio dell’aggressione russa contro l’Ucraina. E poi i figuranti principali – Dama della Bolla, Giovin Signore e Dama della Croce -, rappresentati quest’anno proprio da tre giovani di origini straniere, che provengono dall’Afghanistan, dalla Cina e dal Venezuela. Tra i rappresentanti istituzionali, oltre al sindaco Pierluigi Biondi, anche la prefetta Cinzia Torraco, il presidente della Regione Marco Marsilio, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, i consiglieri regionali e i consiglieri comunali, alcuni degli ex sindaci della città – tra i quali Enzo Lombardi, con il quale è effettivamente partita la fase moderna della Perdonanza, e Massimo Cialente, il ‘sindaco del terremoto’, che fu alla testa del corteo anche nell’anno terribile e da dimenticare del terremoto 2009, quando la città sembrava dovesse morire -, tutte le associazioni cittadine che costituiscono l’anima della Perdonanza.


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