Per non dimenticare: ventotto anni fa la strage via d’Amelio

di Redazione | 19 Luglio 2020 @ 15:06 | ATTUALITA'
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Quasi tutte virtuali, a causa del Covid, le iniziative per ricordare la strage di Via d’Amelio, in cui 28 anni fa morirono il giudice Paolo Borsellino e 5 agenti della scorta. Tra le iniziative, i contributi video del Movimento delle Agende Rosse, che saranno trasmessi in streaming sui social. 

Dalle 9 alle 13 via D’Amelio ha visto il saluto di don Luigi Ciotti, insieme a letture per bambini e alla proiezione del video “Non più principesse e non solo parole” a cura di Elena Zizioli, presenti associazioni e scuole.

Alle 18 invece, alla biblioteca di Casa Professa, dove Borsellino fece la sua ultima uscita pubblica, l’attore palermitano Alessio Vassallo interpreterà il magistrato in “Intervista marziana”, il testo scritto dal figlio, Manfredi Borsellino.

Alle 18,30 presso la Questura ci sarà la deposizione di corone di alloro. Alle 19,30 invece, in Cattedrale, l’arcivescovo Corrado Lorefice officerà una messa in suffragio delle vittime. Si chiude poi alle 20,30, quando nello spazio davanti alla Questura la direttrice del carcere Biondo leggerà alcuni passi tratti dal libro “Ti racconterò tutte le storie che potrò”, di Agnese Borsellino e dell’inviato di Repubblica Salvo Palazzolo.

Borsellino rappresentava “tutto ciò che la mafia e i suoi accoliti temono di più: coraggio, determinazione, incorruttibilità, senso dello Stato, competenza professionale”. La sua “limpida figura continuerà a indicare la via del coraggio dell’intransigenza morale, della fedeltà ai valori della Repubblica”. Così il presidente Mattarella nel 28esimo della strage di via D’Amelio.

Quella alla mafia “è una vera e propria guerra, che non deve conoscere pause”, dice il ministro della Giustizia Bonafede, in occasione del 28° anniversario della strage. Contro “il peggiore dei mali” occorre la “lotta alla corruzione, al voto di scambio politico-mafioso, va difeso il regime detentivo del 41bis e ricercata la verità sulle stragi e i responsabili non ancora individuati”, dice Bonafede. “E’ una guerra da portare avanti tutti insieme, politici, magistrati, avvocati, giornalisti, docenti e cittadini”.


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