Per la sanità in Italia si spende meno della media europea

La salute è un diritto fondamentale e analizzare la spesa sanitaria è un modo per valutare se viene garantito

di Redazione | 02 Gennaio 2024 @ 05:25 | SANITA'
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L’accesso alla sanità è riconosciuto dall’Unione europea come un diritto fondamentale. Tuttavia, analizzando i dati relativi alla spesa sanitaria, vediamo che le differenze tra paesi membri sono molto pronunciate. Nel 2021, in Lussemburgo e Danimarca la spesa pro capite superava i 6mila euro, mentre in Romania, Bulgaria e Polonia non raggiungeva i mille. Anche se consideriamo le uscite in rapporto al prodotto interno lordo possiamo notare differenze marcate: in Germania si sfiora il 13%, mentre in Lussemburgo, Polonia e Romania si rimane sotto il 7%. In entrambi i casi, l’Italia è al di sotto della media europea, con una spesa sanitaria di meno di 3mila euro pro capite, pari al 9,2% del Pil. 

Anche se la maggior parte delle uscite in questo ambito proviene da finanziamenti pubblici, in alcuni paesi è ancora molto significativa la spesa effettuata privatamente, direttamente dalle famiglie. In Bulgaria e Grecia in particolare è pari a un terzo del totale, ma anche l’Italia è sopra la media.

L’accesso alla sanità, di tipo curativo ma anche preventivo, è uno dei diritti fondamentali riconosciuti dall’Unione europea e tutti gli stati membri dovrebbero garantire dei servizi gratuiti e di qualità ai propri cittadini.

Everyone has the right of access to preventive health care and the right to benefit from medical treatment under the conditions established by national laws and practices. A high level of human health protection shall be ensured in the definition and implementation of all Union policies and activities“.

– Eu charter of fundamental rights

Ancora oggi però si possono notare ampi divari da questo punto di vista. Nei paesi dell’Europa occidentale e settentrionale la spesa sanitaria è elevata ed è in buona parte direttamente gestita dallo stato piuttosto che privatamente. Mentre nell’Europa meridionale e orientale è ancora bassa e pesa fortemente sulle famiglie.

Quando spendono i paesi europei per la sanità

In termini assoluti la Germania è il primo paese nell’Unione europea per spesa sanitaria: quasi 466 miliardi di euro nel 2021. Segue la Francia con circa 308 miliardi e poi l’Italia con circa 168. Ultimi invece alcuni piccoli stati come Malta, Cipro e Lussemburgo, ma anche le repubbliche baltiche e alcune nazioni dell’Europa centrale (in particolare Croazia e Slovenia). Mediamente, in un anno si parla di circa 3.500 euro per abitante.

3.562 euro pro capite, la spesa sanitaria media in Ue (2021).

Tuttavia la situazione appare molto diversificata. In generale, i paesi dell’Europa occidentale e settentrionale, con livelli più elevati di sviluppo economico, una maggiore ricchezza interna e, in alcuni casi, una tradizione di stato sociale, registrano valori pro capite più elevati. Si può inoltre notare che i divari cambiano se si considerano le uscite in rapporto al prodotto interno lordo (Pil).

Il Lussemburgo è primo per spesa sanitaria pro capite ma ultimo per rapporto con il Pil

La spesa sanitaria in rapporto al Pil e alla popolazione residente nei paesi membri (2021)

DA SAPERE

I dati si riferiscono al rapporto tra spesa sanitaria e prodotto interno lordo (nella prima mappa) e popolazione residente (nella seconda). Sono considerati tutti gli schemi di finanziamento della spesa sanitaria: quello pubblico, le assicurazioni sanitarie e la spesa privata delle famiglie.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat

La Germania registra, ancora una volta, il valore più elevato: il rapporto tra spesa sanitaria e Pil sfiora il 13%. Seguono Francia e Austria, anch’esse sopra il 12%. All’ultimo posto invece si trova il Lussemburgo (5,7%, per via del suo prodotto interno lordo molto elevato), alcuni paesi dell’est Europa (in particolare Polonia e Romania) e l’Irlanda, con meno del 7%.


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