Per la canoa azzurra femminile un risultato storico

di Lorenzo Mayer | 22 Dicembre 2021 @ 07:04 | SPORT
Valerosi canoa azzurra femminile
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VENEZIA – Era dai tempi della “mitica” canoista Josefa Idem che la canoa azzurra femminile non raggiungeva una finale mondiale. Risultato storico mai centrato con una barca multipla “Juniores”. C’è riuscita una veneziana, Margherita Valerosi, originaria del Lido di Venezia, capovoga del K4 femminile che, agli ultimi recenti Campionati del Mondo disputati a Montemor-o-Novo in Portogallo, si è classificata con uno storico quarto posto dietro Ungheria, Germania e Spagna, ad appena un secondo e 2 centesimi dalla medaglia di bronzo. Con Margherita c’erano un’atleta della Sardegna e due del Friuli.

Un risultato storico, a detta degli stessi tecnici federali, mai raggiunto, prima nel palmares femminile. Per la canoista lagunare, figlia d’arte cresciuta sportivamente con il circolo Canottieri Diadora di cui il padre Massimiliano è presidente (anche lui ex Nazionale), un altro grande risultato al termine di una stagione da incorniciare costellata da quattro titoli italiani vinti, un ottavo posto agli Europei gareggiati in Polonia a giugno quando è entrata in finale, prima di questo quarto posto mondiale. Così si è riconfermata meritatamente atleta di interesse nazionale, con il sogno di entrare in un Gruppo sportivo militare, passaggio che le permetterebbe di autofinanziarsi anche con gli studi che sta brillantemente proseguendo. Margherita si divide tra la passione per lo sport e ovviamente lo studio e frequenta la classe quinta dell’Istituto Marinelli Fonte con ampliamento sportivo, perciò la prossima primavera dovrà affrontare una doppia sfida, l’esame di maturità, oltre alle sfide nei campi di regata. Nei giorni scorsi è stata premiata dal Panathlon di Venezia, come stella dello sport veneziano, una grande soddisfazione per lei profondamente legata alla sua terra e alla sua famiglia.

«Ringrazio tutti i miei professori – ha sottolineato Valerosi – il preside e la segreteria della mia scuola perché mi hanno dato la serenità giusta e necessaria per riuscire a concretizzare la qualifica in Nazionale, perché non bastano gli allenamenti serve anche la serenità». Dopo una breve pausa di una settimana, per lei, allenata da Andrea Bellipanni, sono già ripresi gli allenamenti, in vista dei raduni invernali con la Nazionale Italiana e le prime gare di fondo sui 5000 metri a febbraio 2022. Questi Mondiali sono arrivati al termine di una preparazione intensa svoltasi a Treviso, dove la giovanissima canoista fa base – e poi durante i raduni con la Nazionale, prima in Sardegna e poi a Castel Gandolfo, sede del Centro Federale.

«Il risultato di Margherita – dice il suo allenatore – è frutto di tante rinunce e tanta serietà e maturità. Il kayak è uno sport difficile dove ogni giorno devi ricercare il miglioramento in un gesto tecnico complesso e innaturale. Da quattro anni alleno Margherita e insieme abbiamo collezionato tanti successi ma entrambi sappiamo che il percorso è lungo e tortuoso e l’obiettivo comune è una partecipazione olimpica. In tutto questo si inserisce una figura particolare e di estrema importanza, l’ingegner Remo Mosole, un vero appassionato di sport e persona sensibile e generosa verso quegli sport che sono sinonimo di fatica e sacrificio. Grazie all’ingegner Remo Mosole, Margherita può allenarsi nel miglior specchio d’acqua esistente in Regione, il lago Le Bandie di proprietà del gruppo Mosole, dove altre discipline ormai da anni svolgono manifestazione ad ogni livello. La speranza della canoa veneta è che il lago possa diventare la casa della canoa della nostra regione che tanto ha dato e continua a dare alla Federazione Italiana».


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