Per gli autistici un’emergenza nell’emergenza, Sos alla Regione Abruzzo

di Marco Signori | 31 Marzo 2020, @07:03 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Le famiglie con persone autistiche stanno vivendo un’emergenza nell’emergenza, in Abruzzo ci sono casi allarmanti, ma L’Aquila rappresenta un modello e andrebbe replicato in tutte le province”.

Dario Verzulli è il presidente di Autismo Abruzzo Onlus e padre di Virginia, ragazza affetta dal disturbo del neurosviluppo, e ieri durante una videoconferenza con l’Agenzia sanitaria regionale ha lanciato un appello alla Regione Abruzzo affinché venga permesso alle famiglie con disabili di uscire di casa liberamente per scongiurare ulteriori conseguenze sulla salute. 

In questo periodo di quarantena costretto a fare i conti con le restrizioni imposte dalla pandemia, Verzulli spiega di avere la fortuna di vivere in una città che si distingue a livello nazionale in termini di assistenza.

“La Asl dell’Aquila ha riattivato subito i servizi riabilitativi – dice – che, caso unico in Italia, gestisce direttamente e non attraverso affidamenti esterni”.

Questo consente a lui, come alle altre circa 40 famiglie con un autistico, di poter continuare a lavorare, soprattutto nel caso in cui possa usufruire dello smart working, ma soprattutto di mantenere le abitudini di sempre.

A differenza di quanto sta accadendo nelle altre parti d’Abruzzo, come ad esempio a Vasto (Chieti) dove “una famiglia ha tenuto un bambino autistico sul balcone due settimane e non va bene, diventa anche pericoloso”, dice Verzulli, piuttosto che a Ortona (Chieti), dove “un ragazzo di 20 anni che pesa 90 chili abituato a percorrere ogni giorno chilometri sulla pista ciclabile è chiuso in casa e dà di matto”

Verzulli, che cita anche il caso di “burofollia” di Marco De Luca, “cieco su sieda a rotelle e autistico che ha vinto il ricorso contro la Asl di Chieti e da ottobre 2019 attende l’operatore a domicilio”, considera discriminante l’iniziativa che si è diffusa a livello nazionale che promuove l’utilizzo di un nastro o un indumento blu per rendere riconoscibili gli autistici in strada, e spiega che le difficoltà per le circa 260 famiglie associate alla Onlus in Abruzzo sono innumerevoli e causate dai fattori più disparati.

A Teramo, ad esempio, la mamma separata di un ragazzo autistico che non ha potuto attivare il lavoro a distanza va incontro a enormi difficoltà una volta esauriti i permessi di cui può usufruire.

Per Verzulli è essenziale informare la popolazione che le persone con disabilità o chi ha necessità terapeutica deve necessariamente poter uscire e “quello che serve è una circolare che chiarisca agli organi competenti che le famiglie con un componente autistico devono potersi muovere e l’immediata riattivazione dei servizi assistenziali e riabilitativi”.

“Deve esserci permesso di poter girare con la macchina”, spiega, “perché se vado a zonzo senza mai scendere non arreco alcun danno a nessuno ma per mia figlia può essere essenziale. Il ragazzo di Vasto deve poter andare sulla pista ciclabile, purché indossi la mascherina e non si avvicini a nessuno. Tenerlo in casa è dannoso per la salute sua e della famiglia”.

“Altre Regioni – fa notare Verzulli – hanno emesso ordinanze specifiche, diversi Comuni, come quello di Teramo, hanno stabilito particolari elasticità per le famiglie con disabilità in genere, non tutti sono in grado di gestire la vita al chiuso per un mese”.

“Ci sono nuclei familiari in cui entrambi i genitori devono lavorare, sia io che mia moglie abbiamo la fortuna di aver potuto accedere al lavoro agile e porto mia figlia al Centro per l’autismo che sta funzionando regolarmente, viene presa in carico sempre dallo stesso operatore in sicurezza, con mascherina e guanti, senza correre rischi. Ma le famiglie in cui non ci sono queste possibilità?”.

Per Verzulli all’Aquila servirebbe ampliare il servizio diurno anche ai casi più gravi, mentre per le altre province d’Abruzzo sarebbe auspicabile “l’applicazione effettiva degli articoli 47 e 58 del decreto 18 del 17 marzo, che dicono esattamente quello che, grazie al prof Marco Valenti, all’Aquila e a Pratola Peligna esiste già, cioè che laddove c’è la necessità le Asl possono attivare servizi riabilitativi specifici su misura”.

Ma non dappertutto è così e non esiste un censimento intelligente delle persone con autismo, spiega ancora Verzulli, che con la sua associazione, dopo aver condotto una campagna informativa rivolta ai tanti che “non conoscono i loro diritti e vengono rimpallati da un ufficio all’altro confondendo diritti riabilitativi, assistenziali ed educativi”, ricorda che Autismo Abruzzo Onlus resta a disposizione sostegno psicologico e persino economico a chi ne avesse bisogno.

Per questo, si può contattare il numero 347-677 5119.


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