Pensioni, il tribunale Ue: legittimo il taglio degli assegni agli ex-parlamentari

di Redazione | 01 Giugno 2021 @ 06:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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La pensione può essere decurtata, questo il principio contenuto in una sentenza del Tribunale dell’Unione Europea. E’ legittima quindi la riduzione della pensione spettante agli ex parlamentari.

Lo ha stabilito il Tribunale Ue con la sentenza del 5 maggio 2021 nella causa T 695/19. “Il diritto alla pensione – si legge – non comporta, cioè, che l’entità della prestazione pensionistica non possa subire una contrazione. I principi di certezza del diritto e di legittimo affidamento non implicano che l’importo delle pensioni sia stabilito in via definitiva; nulla vieta che l’importo delle pensioni venga adeguato al rialzo o al ribasso”. 

Proprio il Parlamento europeo ha ridotto la pensione di anzianità ad un ex parlamentare europeo, eletto nel collegio Italia, proprio in base ad una norma: “l’importo e le modalità della pensione provvisoria corrispondono esattamente a quelle della pensione percepita dai Membri della Camera Bassa del Parlamento dello Stato membro in rappresentanza del quale è stato eletto il deputato al Parlamento europeo”.

C’è poi il caso italiano che ha fatto tanto discutere. La Delibera n. 14/2018 la Camera dei Deputati ha tagliato i «vitalizi» dei parlamentari italiani e di conseguenza, in base alla predetta regola, anche il Parlamento Europeo ha provveduto a ridurre nella stessa misura la pensione corrisposta.

Secondo il Tribunale dell’Unione Europea la decisione del Parlamento è più che legittima. Si tratta di un ricalcolo al ribasso che non lede il diritto maturato. Il Tribunale ha inoltre osservato che la contrazione dei vitalizi dei parlamentari può essere anche giustificato da un superiore interesse generale, ossia quello di introdurre anche per i parlamentari un più stringente metodo contributivo. 


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