PD su taglio di 250 milioni di euro alle aree sisma 2009 e 2016

di Redazione | 06 Marzo 2024 @ 16:24 | POLITICA
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L’AQUILA – “Siamo diventati, e non si capisce davvero per quale motivo, la regione dei tagli chiamati rimodulazioni. È successo con il Pnrr, col taglio di un miliardo e mezzo di euro: ci hanno raccontato che sarà coperto con uno stanziamento di 700 milioni a valere sul Fondo sociale di coesione, con fondi dunque già destinati all’Abruzzo. Il gioco delle tre carte. Succede con il taglio di 250 milioni di euro del fondo complementare destinati a interventi per le aree sisma 2009 e 2016, di cui 150 milioni per il 2024 e 100 milioni per il 2025”.

In sostanza, Regione Abruzzo si vedrà sottrarre, senza adeguate motivazioni rispetto agli obiettivi del PNRR e del PNC, importanti risorse già programmate per interventi di carattere economico e sociale nelle aree terremotate a danno dei cittadini e delle imprese del territorio.

A denunciarlo è il senatore Pd Michele Fina che stamane, in conferenza stampa, è tornato a denunciare il taglio di 250 milioni imposto dal governo Meloni con il decreto 2 marzo 2024, n. 19, che prevede nuove disposizioni per l’attuazione del Pnrr e la revisione del piano complementare allegato.

Accanto a Fina, il senatore dem Alessandro Alfieri, responsabile Pnrr e riforme della segreteria nazionale, il segretario del Pd L’Aquila Nello Avellani, i consiglieri comunali Stefano Albano, Stefania Pezzopane e Stefano Palumbo.

“In questi giorni – ha proseguito Fina – in Abruzzo c’è un andirivieni di ministri per la campagna elettorale che promettono tutto e di più: nient’altro che propaganda, dichiarazioni alla stampa mentre, concretamente, tagliano fondi assegnati alla nostra Regione. Ci pare davvero grave. Ed è gravissimo che la risposta del Commissario straordinario alla ricostruzione sia la risposta di un esponente politico che, ancora oggi, è in piena campagna elettorale per Fratelli d’Italia. Prima del senatore Castelli, il Commissario era Giovanni Legnini che, col Pd, ha inventato e pensato il piano complementare, una misura ad hoc per i crateri 2009 e 2016 con fondi nazionali aggiuntivi rispetto a quelli europei.

Legnini ha gestito le risorse con i sindaci, che fossero di destra o di sinistra, con assoluto spirito istituzionale: non lo abbiamo mai visto partecipare ad una riunione di partito. Che cosa ci si può aspettare invece da un Commissario che è in piena campagna elettorale quando gli si contesta una questione di merito relativa alla sua funzione che dovrebbe essere di garanzia?”.

Sulla vicenda, Fina e Alfieri hanno rivolto un’interrogazione al ministro Fitto e al ministro Giorgetti.

“Al Pnrr abbiamo creduto, fin dall’inizio, e per il Pnrr ci siamo battuti all’epoca del governo giallorosso recuperando più di 200 miliardi. Fratelli d’Italia, al contrario, non ci ha mai creduto, votando sempre contro, anche in Europa. Evidentemente, gli è rimasto il tarlo nella testa”, l’affondo di Alfieri.

“In questi mesi, il governo Meloni ha smontato alcune delle misure più importanti che avevamo implementato arrivando, nel luglio scorso, ad un taglio drammatico di 13 miliardi di euro; ci hanno detto che avrebbero coperto i tagli individuando altre risorse che sono andati a prendere, però, da quelle già destinate alle regioni, attingendo in particolare ai fondi di coesione”.

Alfieri ha ricordato la genesi del fondo complementare, “in cui abbiamo inserito, ragionando con il Commissario Legnini di concerto con i sindaci dei crateri, opere che non potevamo finanziare col Pnrr ma che ritenevamo decisive per completare la ricostruzione.

Ebbene, una parte delle risorse tagliate le hanno recuperate sottraendole proprio al fondo complementare, per 4 miliardi di euro circa; di questi 4 miliardi, 250 milioni vengono strappati alle aree terremotate 2009 e 2016. Dicono verranno restituiti in seguito: la verità è un taglio a valere su 2024, 2025 e 2026. Per il prossimo triennio, non ci saranno le risorse che erano state assicurate a cittadini e imprese, e chissà se davvero verranno poi recuperate. Fossi stato il presidente della Regione Abruzzo sarei andato sotto Palazzo Chigi a protestare”, le parole del senatore Alfieri.

E non si dica che si tratta di una rimodulazione per agevolare gli Enti locali, ha tenuto a sottolineare il coordinatore dei sindaci del cratere 2009, Gianni Anastasio: “in meno di due anni, i 138 comuni dei due crateri sono stati capaci di progettare e realizzare opere per 1 miliardo di euro a valere sul fondo complementare. Ciò che dice Castelli, che si tratta di una rimodulazione per agevolare gli Enti locali che sarebbero in affanno, non regge affatto: stiamo dimostrando esattamente il contrario. Sono convinto che non rivedremo più questi soldi: è un danno gravissimo per il territorio.

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario del Pd Avellani e i consiglieri comunali Albano, Pezzopane e Palumbo che hanno inteso evidenziare “il silenzio del sindaco dell’Aquila Biondi e del governatore Marsilio. In queste ore, misuriamo tutta la distanza tra la propaganda della destra e la realtà dei fatti. Mentre si rivendica una nuova centralità per l’Abruzzo, e per le aree sisma in particolare, si tagliano risorse fondamentali che avrebbero dovuto significare un rilancio economico e sociale dei due crateri dentro una più ampia strategia di investimenti sugli Appennini. Al contrario, il fondo complementare è stato prima spacchettato per finanziare interventi ordinari e ora viene addirittura tagliato nel silenzio generale. Una vergogna”.


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