Pd L’Aquila, sparatoria all’Ok Corral

di Alessio Ludovici | 17 Giugno 2022 @ 06:12 | ELEZIONI
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L’AQUILA – Tombstone, Arizona. Anzi no. Via Paganica, L’Aquila. Resa dei conti in casa Pd e centrosinistra. Nell’aria da anni, è iniziata in questi giorni sulle pagine dei giornali e sui social e vedremo dove proseguirà. Del passato forse andava mantenuto innanzitutto l’ortodosso riserbo del partito mormora qualcuno, ma d’altro canto c’è chi chiede una discussione pubblica e aperta.

Ad ogni modo entrambe le parti si intestano la sfida del rinnovamento del partito, reso impossibile secondo gli uni dall’immobilismo degli altri e viceversa.

Per la cronaca è stato Stefano Palumbo ieri ad aprire ufficialmente la discussione. Frontale e netto. “A tutto c’è un limite, e questo viene sistematicamente oltrepassato” spiega su Fb. “Ho letto questa mattina le dichiarazioni rilasciate da Stefania Pezzopane e le trovo sconcertanti, peggiori persino della sconfitta, offensive nei riguardi di chi come me, seppur da sempre contrario alla sua candidatura (ritenuta da chi l’ha imposta forte e l’unica in grado di sconfiggere Biondi), si è speso in prima linea a suo sostegno per pura disciplina di partito. È stata una campagna faticosissima, in cui il sentimento di protesta contro la sua candidatura era palpabile, anzi palese. No, non ci si può lavare le mani dicendo che abbiamo perso tutti. Ha perso lei e la sua proposta, ritenuta la meno convincente tra le tre in campo. Nè si può giustificare il pessimo risultato parlando genericamente di colpi bassi e tradimenti.“Rimango senza parole – continua Palumbo – quando leggo che si propone lei come ricucitrice del rapporto con il gruppo di Americo Di Benedetto o addirittura come garante del ricambio generazionale che insieme ad altri ha finora ostacolato.” Infine la richiesta, diretta, di dimettersi da consigliera comunale in coerenza, secondo Palumbo, con lo spirito di rinnovamento.

Le parole incriminate sono quelle rilasciate da Stefania Pezzopane in una lunga intervista a tutta pagina sul quotidiano il Centro di ieri mattina e poi ribadite in un messaggio social agli elettori: “Ho perso io, ma ha perso tutta l’area progressista. Bisogna superare le divisioni, ma non basta. Bisogna capire, reagire, innovare. Ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuta, le candidate e i candidati che ci hanno messo la faccia, le liste ed i partiti che mi hanno supportata con solidarietà ed onestà.” Qualche riga dopo l’affondo però: “Ho fatto una campagna elettorale circondata da tanti giovani e donne, ma ho pagato antiche divisioni, non sono mancati i colpi bassi, tradimenti malcelati, attacchi personali, voci false, doppiezze e ambiguità. Con il coronamento dell’uso politico del voto disgiunto. Ma so che questi pur dolorosi, deprecabili e nefasti atteggiamenti non bastano comunque a spiegare quanto accaduto. Perciò dobbiamo disporci a un discorso aspro, ma necessario.” In mezzo e nel finale una lunga analisi del contesto di questi anni in cui sarebbe maturata la sconfitta in questi anni, secondo la Pezzopane.

Concetti in realtà già espressi dalla stessa nei momenti immediatamente successivi alle prime proiezioni e che avevano già fatto storcere qualche naso, come quello più di Pierpaolo Pietrucci, che in modo più doroteo su Facebook scriveva mercoledì scorso: “Questo voto chiude una stagione della nostra politica cittadina. E apre le porte a una generazione nuova e a persone che possono dare un contributo originale, fresco, innovativo. Stefania potrebbe essere la prima a dare l’esempio e a favorire un ricambio”. La risposta della Pezzopane sul Centro è lapidaria e sembra chiudere all’ipotesi: “mi rialzerò anche questa volta”.

Le prese di posizione ieri sono proseguite. Tra le più eclatanti quella di Alessandro Tettamanti del 3e32 e candidato con L’Aquila Coraggiosa che invita la Pezzopane a una riflessione: Tu ti sei sacrificata in campagna elettorale, ti ho più volte detto e te lo ripeto che hai fatto tanto. Peccato non ci fossero le condizioni di base. Probabilmente avremmo perso con chiunque, ma di certo un candidato diverso, più giovane, unitario, avrebbe aiutato ad arrivare al ballottaggio.”

Gli schieramenti vanno delineandosi. Da un lato la pattuglia dei consiglieri eletti dal Pd, oltre a Palumbo ci sono Stefano Albano che già domenica aveva rilasciato dichiarazioni molto critiche, ed Eva Fascetti. Con loro una parte importante del partito. Dall’altra ex consiglieri comunali, come Carlo Benedetti, che hanno fortemente sostenuto la Pezzopane, e poi Sinistra Italiana, da Art. 1 e i suoi giovani al mondo sindacale. Una sintesi potrebbe arrivare dagli organismi del Pd.

Qualche indicazione sulla strada da intraprendere è arrivata certamente dagli elettori, su questo sembrano essere tutti d’accordo. Sulle ragioni molto meno. Il contesto, questo il ragionamento di Pezzopane, era quello e avremmo perso con chiunque. La realtà era nota  da tempo spiegano gli altri e le scelte per attraversarla sono state evidentemente sbagliate.

Un giallo chi le abbia fatte queste scelte e con quali obiettivi. Da una parte si parla di candidatura imposta, dall’altra di candidatura richiesta. La verità la sanno solo loro. Anche Marco Marsilio, per provocarli un po’ durante una conferenza stampa a L’Aquila, ha chiesto ai dirigenti del centrosinistra di raccontare la verità su come sono andate le cose.

E forse è questo che andrebbe chiarito perché in fondo, per dirla con Kirk Douglas alias John “Doc” Holliday: “si gioca con le carte che ci hanno dato”.


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