Pd, il dopo primarie: l’ingegnere Anastasio guida la rivolta dei pizzolani contro Pietrucci

di Redazione | 03 Aprile 2014 @ 14:53 | EDITORIALI
asl cenerentola
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di Maria Cattini – Durante l’analisi del recente risultato delle Primarie del Pd, e della clamorosa debacle del candidato Alfredo Moroni, a molti non era sfuggito l’unico dato in controtendenza: quello del seggio di Pizzoli, dove Moroni ha vinto con 179 preferenze (contro le 121 di Pietrucci). Un risultato che ha evitato il clamoroso “cappotto”- o “il cucchiaio di legno”- all’assessore alle Opere Pubbliche, “punta di diamante” della Giunta Cialente, che in molti davano per favorito.

Ci sono voluti due giorni, ma alla fine l’ex sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio (Pd), ha svelato il mistero, dichiarando su tutti i giornali di essere pronto a guidare la fronda dei pizzolani e di essere determinato a candidarsi alla Regione, “anche senza il consenso del suo partito”. Pazienza se negli altri 19 seggi sparsi sull’intero territorio aquilano Pietrucci abbia vinto a mani basse. L’ingengner Anastasio- come insegna l’omonimo imperatore romano-  non è uno che si sottrae facilmente alla battaglia. E chissenefrega del risultato delle urne.

Anzi. Basta ascoltare le sue parole per capire quanto siano nobili le sue reali intenzioni.

“La vittoria del centrosinistra alle Regionali non è scontata,- pronostica  ad Abruzzo Web l’ex sindaco Pd e oggi consigliere comunale di Pizzoli- per questo servono in lista candidati fuori dai soliti schemi in grado di intercettare il consenso di elettori che nulla vogliono avere a che fare con giochi di potere e interessi di pochi”.

Mettendo da parte coerenza e logica con l’affermazione appena sostenuta, Anastasio continua a spiegare i motivi della sua dolorosa scelta: “Decisione (di candidarmi anche senza il consenso del Pd, ndr) che nasce da una forte richiesta proveniente da amministratori locali, imprenditori e mondo dell’associazionismo che non si sentono rappresentati dalla compagine di candidati che si sta delineando in questi ultimi giorni”.

“Chi, come il sottoscritto, che non ha fatto della politica una professione ma una passione – conclude Anastasio, riuscendo a rimanere serio – ritiene di poter dare un apporto decisivo al risultato complessivo nella corsa per la conquista della Regione da parte della coalizione”. Insomma, ci troviamo davanti ad un altro candidato che pretende di candidarsi per “noi”, mica per sé stesso. Se poi le sue motivazioni sono risibili e contraddittorie, poco importa. Non fanno tutti così?

Anche il giornalista di AW deve aver ritenuto tempo perso cercare di spiegare all’ing. Anastasio che una consultazione democratica serve proprio a dimostrare quale candidato rappresenti al meglio gli interessi e la fiducia dell’elettorato. Proprio per questo, in italiano,  quando si parla di “voti”, anche quelli raccolti con le Primarie, per esteso ci si riferisce ai “voti di preferenza”. E non a quelli dati in Chiesa, che sono un’altra cosa.

Pietrucci, con il suo 60% di voti di preferenza (3.155 per l’esattezza, mille e cento in più di Moroni), ha ottenuto un successo che in nessun partito serio verrebbe messo in discussione. Ed infatti Anastasio annuncia già l’intenzione di fondarne uno tutto per sé da collegare al candidato governatore Luciano D’Alfonso, confidando molto sul  debole di Big Luciano per i “voti” ecclesiastici e per il suo ecumenico annuncio di essere disponibile ad “accogliere chiunque”.

Preso atto della caparbietà con la quale Anastasio vuole portare avanti la sua causa e, soprattutto, la sua candidatura, alcune domande sorgono spontanee: il nostro prode dove pensa di prendere i voti, visto che si è sottratto al confronto diretto delle Primarie per dimostrare che lui sì che rappresenta “l’interesse di tutti”? E chi sarebbero quei suoi nobili “amministratori locali e imprenditori”, evidentemente di area Pd, che oggi, solo dopo le Primarie, gli chiedono di candidarsi non sentendosi rappresentati da Pietrucci?

Tra questi padri nobili non si nasconderà proprio il dirigente regionale “Marvin” Moroni che, non riuscendo a farsi una ragione della sonora sconfitta e non potendo ora sconfessare direttamente il risultato delle Primarie, ha deciso di mandare avanti alla guida della rivolta l’”imperatore” Anastasio con il suo esercito di pizzolani?

Qualcosa ci dice che presto lo scopriremo.


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