Pd Abruzzo, il rendiconto 2022. Fina: “Unità per tornare a vincere”

di Marianna Gianforte | 28 Dicembre 2022 @ 06:10 | POLITICA
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L’AQUILA – E’ stato presentato ieri all’Emiciclo il rendiconto 2019-2022 delle iniziative della segreteria del Partito democratico d’Abruzzo. Presenti, tra gli altri, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci e i consiglieri  Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli e Dino Pepe, il tesoriere Pino Venditti, il responsabile organizzazione Daniele Marinelli, il segretario del Pd della provincia dell’Aquila Francesco Piacente, il vicepresidente Quirino Crosta, i consiglieri regionali Antonio Blasioli e Dino Pepe, la portavoce delle donne democratiche Lorenza Panei, la responsabile Politiche per la parità e diritti Marielisa Serone D’Alò, la presidente Manola Di Pasquale, che ha sottolineato l’impegno del partito regionale per l’attuazione dell’articolo 51 della Costituzione sull’eguaglianza di genere.

“Dobbiamo tornare a vincere nel cuore della presenza politica di Fratelli d’Italia sul territorio: l’Abruzzo, che è la prima Regione che hanno conquistato – ha esortato il segretario del Pd regionale Michele Fina, intorducendo il rendiconto dell’attività del Pd regionale, 50 pagine che riepilogano le iniziative del Pd Abruzzo dal luglio 2019, da quando Fina è segretario -. L’hanno governata con elevata politicizzazione, come dimostra l’alto tasso di candidati catapultati da Roma alle ultime elezioni politiche, che non si sono occupati mai del nostro territorio: chiedo a questo proposito in modo ufficiale agli onorevoli Roscani e Silvestri di dire cosa hanno fatto per la regione che li ha eletti in Parlamento. Siamo competitivi perché il giudizio complessivo su Marco Marsilio è molto negativo e perché è finita per lui la narrazione dello scaricabarile”. Una “politica dispari” secondo Fina quella di Fratelli d’Italia e e la destra stanno portando avanti da anni, “lo si evince – ha detto – da come sono costruite le leggi di bilancio abruzzese e nazionale, “una politica dispari. Non sanno ascoltare e individuare le priorità, non si trovano le risorse per i bisogni delle famiglie e per il caro energia, ma per le squadre di calcio di serie A sì. In Regione lo abbiamo segnalato individuando una strategia, ma ci è stato negato persino il confronto: chiediamo a questo proposito il ripristino dei fondi che erano stati individuati su iniziativa del nostro gruppo in Consiglio regionale, e poi tolti, per contrastare il caro energia”.

Il rendiconto è, per Fina, “il resoconto di un lavoro collettivo, fatto da una comunità che lavora insieme. In questi tre anni siamo stati un partito unito, uniti abbiamo affrontato tutte le difficoltà che si sono presentate, da quelle globali, a cominciare dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina, a quelle locali. Abbiamo con la stessa determinazione perseguito il rinnovamento: ci sono nuovi dirigenti nelle istituzioni e nel partito, abbiamo riorganizzato alcune strutture che erano pressoché abbandonate come quelle delle donne e delle giovani, valorizzato le esperienze nelle amministrazioni locali, rimesso i conti in ordine, messo al centro alcune regole. Abbiamo conseguito importanti risultati nelle elezioni. Possiamo dire che il partito sul territorio è vivo: pur nella sconfitta alle politiche il Pd è cresciuto percentualmente mantenendo in termini assoluti gli stessi voti del 2018, uno dei casi rari in Italia in cui il partito tiene riuscendo anche a conseguire un miglioramento”. 

“Siamo motore di un Pd unitario, che ha ricostruito molto e lavorato molto in tal senso per costruire unità, solo così è possibile mettere in piedi un’alternativa solida alla destra – ha sottolineato invece il capogruppo Paolucci: “E poi una battaglia puntuale sui grandi temi che hanno riguardato tutti, in particolare quelli relativi allo shock energetico, al caro bollette e all’incapacità di dare risposte sulla Sanità interrotta con enormi file d’attesa a causa dell’incapacità di Marsilio di approvare atti di programmazione”. 

Il lavoro, nei prossimi mesi, sarà incentrato sul congresso nazionale del partito. Ne dovrà uscire un nuovo gruppo dirigente “che sia più chiaro e netto nel rapporto con il Paese e che sappia dare nuova centralità ai territori. Chiamare un congresso costituente significa dargli un valore maggiore nella disponibilità a cambiare se stessi: occorre definire un nuovo profilo identitario. Va interpretata meglio la politica delle alleanze, il Pd deve essere capace di cucire e di unire per vincere le elezioni a tutti i livelli. A livello regionale non abbiamo mai abbandonato la politica delle alleanze, c’è dialogo con le altre forze dell’opposizione, e occorre recuperarla a livello nazionale”.

Impegno per il prossimo futuro è l’impostazione per il Pd Abruzzo di una campagna di ascolto che parta dai luoghi della salute e dai luoghi del lavoro.

 


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