Pattinaggio, Marotta: L’Aquila senza impianti, serve assessorato dedicato allo sport

di Marianna Gianforte | 03 Luglio 2022 @ 06:13 | SPORT
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L’AQUILA – Li vedi sfrecciare a velocità della luce dietro le auto della ‘scorta’, con il busto basso e le braccia slanciate per dare sprint alla spinta. Da soli o in coppia, avanti e indietro tra una rotonda e l’altra di via delle Fiamme gialle. Sono i pattinatori aquilani che, pur di allenarsi, si adattano a tutto. Il viale che fiancheggia la struttura della scuola dei sottoufficiali della finanza subito il terremoto del 2009 è stata trasformata, su insistenza dell’amministrazione comunale di allora e grazie all’intervento in deroga della protezione civile nazionale, dalla ‘carrareccia’ che era a strada dignitosa, larga otto metri, oggi molto utilizzata dagli sportivi che si allenano. Primi tra tutti i pattinatori, per lo più pianeggiante se non con una minima pendenza sopportabile anche per gli allenamenti su scatti e velocità (anche se il fondo, a distanza di oltre dieci anni dalla sua realizzazione, andrebbe risistemato perché oggi presenta buche e avvallamenti pericolosi per chi fa sport).

“Talmente frequentata dagli sportivi di ogni tipo – dice il presidente del Centro polisportivo giovanile aquilano Mario Amiconi – che sono tutti abituati a stare attenti quando vedono atleti muoversi sui loro mezzi, che siano bici o che siano pattini”. Ma è l’unico luogo su strada all’Aquila su cui i pattinatori possono allenarsi, in una città che soffre da sempre carenza di spazi idonei (proprio in questo weekend, tra l’altro, e con conclusione oggi, si sono tenuti gli ‘Internazionali d’Italia open’ con 600 pattinatori di ogni categoria master provenienti da diversi Paesi del mondo) e ci si arrangia come si può, dividendosi tra via delle Fiamme gialle e la pista degli impianti di Santa Barbara, spesso allenandosi su fondi stradali pessimi, oppure obbligati a lunghe trasferte che incidono non poco sulla vita quotidiana, soprattutto di più giovani che devono conciliare studio e allenamento.

La situazione degli impianti è, infatti, ormai nota da tempo e qualche volta delle loro non buone condizioni devono occuparsi, per amore e per ‘tigna’, le società che li utilizzano: “Ho dovuto far ripristinare a mie spese, con un lavoro di 16mila euro, l’anello esterno della pista – spiega il presidente del Centro polisportivo giovanile aquilano Mario Amiconi – perché qui si arriva a una velocità di 70 all’ora, si fa un giro di 200 metri a 15 secondi: se il fondo non tiene, gli atleti non sono in sicurezza. Ed è soltanto una parte minima, ma non potevo presentare agli atleti arrivati per gli internazionali da tutto il mondo una pista messa male, che figura avremmo fatto come società e come città?”.

Eppure, basterebbe davvero poco per dotare anche L’Aquila dello spazio idoneo al pattinaggio su strada: “San Benedetto del Tronto, ad esempio – spiega Miconi – ha un circuito stradale e la pista di pattinaggio. Basterebbe realizzare un circuito di 400 metri, ad esempio a piazza d’armi, e così, invece che fare i campionati su strada a Sulmona, li avremmo organizzati all’Aquila”. Non solo: avere un circuito è fondamentale anche per l’allenamento degli atleti in quanto la disponibilità degli impianti è abbastanza diffusa; ma è possibile risolvere in breve tempo.

Il segretario generale della federazione mondiale ‘World skate’ ed ex assessore comunale allo Sport, Roberto Marotta sottolinea quanto lo sport – e il pattinaggio in modo particolare – costituisca una spinta non soltanto per l’attività sportiva ma anche per l’indotto che porta con sè.

“Ricordo ancora quando, da assessore allo Sport, assunsi l’incarico di concludere la pista di viale Ovidio, che non era coperta, e noi andavamo ad allenarci a Spoleto, a Pescara o a Roma. Ed era faticosissimo affrontare il viaggio di ritorno di sera tardi”. Una situazione che non è cambiata di molto, se ancora adesso “bisogna fare moltissimi sacrifici”, rincara la dose Miconi: “Ho dovuto far rifare il motore al pulmino perché l’inverno facciamo moltissimi chilometri tra L’Aquila e Pescara, che ha uno splendido palazzetto con una pista di 150 metri dove veniamo ospitati per fare allenamento”. Le amministrazioni potrebbero fare molto, ora con l’arrivo dei fondi Pnrr gli alibi non ci sono.

“La questione è – spiegano Marotta e Miconi – che le amministrazioni sono prese dal risolvere i problemi di oggi e di domani e non guardano alla progettualità a lunga scadenza”. Per allenarsi, occorrono impianti affidati alle società specifiche, e al momento all’Aquila non ce ne sono. La realtà è questa. “Occorre un assessorato dedicato allo sport, guidato da persone competenti, che vengano dal mondo del lo sport e sappiano cosa serva – aggiunge Marotta – in grado di avere uno sguardo lungimirante. A partire dalla forza dello sport di togliere i ragazzi ‘dalla strada’, di dare loro valori, insegnare il rispetto di sè e degli altri, anche a studiare meglio e ad avere cura della loro salute”.

 


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