Neve instabile, stop a sentieri e accessi: ecco dove è vietato andare e perché serve massima prudenza
La Pasquetta richiama ogni anno migliaia di escursionisti verso le montagne abruzzesi, ma in questi giorni il vero richiamo è alla prudenza. Tra Gran Sasso e Maiella, le condizioni del manto nevoso risultano estremamente critiche, con numerosi distacchi già segnalati dal servizio Meteomont e un rischio valanghe classificato grado 4 (forte) su vaste aree.
Le eccezionali nevicate degli ultimi giorni – aggravate dal passaggio della tempesta Erminio – hanno accumulato quantità straordinarie di neve, generando una situazione altamente instabile e imprevedibile. La situazione surreale che ha fatto il giro del web è quella di Campo Imperatore, sul Gran Sasso, dove oltre tre metri di neve, uniti al vento, hanno quasi completamente sommerso i piloni della seggiovia. Nonostante il ritorno del sole e i lavori di ripulitura, la riapertura in sicurezza appare ancora lontana.
Valanghe già in atto, i casi più preoccupanti
Sulla Maiella si registrano fenomeni impressionanti: si segnalano distacchi dalle quote più alte, scendendo per oltre 500 metri di dislivello fino a sfiorare il centro abitato di Lama dei Peligni. Eventi di dimensioni anche grandi, che confermano la pericolosità attuale del territorio.
Un ulteriore distacco si è verificato il 4 aprile a Prati di Tivo, nel territorio di Pietracamela: una massa nevosa si è mossa verso il sentiero della Valle del Rio Arno, fortunatamente senza causare danni. Ma l’episodio conferma quanto il versante resti instabile.
Dove è vietato andare: l’elenco dei divieti
Le autorità locali hanno adottato numerose ordinanze di chiusura, in vigore finché non verrà comunicato diversamente. Tra i casi principali:
- Pietracamela (Prati di Tivo): divieto assoluto di accesso su Strada Provinciale 43-bis, Piazzale Amorocchi e versante nord del Corno Piccolo. Area totalmente inaccessibile.
- Pescocostanzo: interdizione totale della rete sentieristica fino al 15 aprile 2026, con divieto di escursioni e transito anche sulla strada per Macchia di Secina.
- Campo di Giove, Palena, Lettomanoppello, Pratola Peligna, Sulmona: chiusura completa dei sentieri.
- Sulmona, dove risultano interdetti i percorsi: R6 (Marane – Fonte d’Amore), R5-R6 (Fonte d’Amore), Q6 (Marane Palazzo), R8-S (Badia – Eremo di Sant’Onofrio).
- Pratola Peligna, chiusi, tra gli altri: Sentiero R1 (Le Casette/Bagnaturo), Anello Colle delle Vacche – Eremo di San Pietro, Sentiero R4, Colle delle Vacche – Monte Morrone, Tagliafuoco Bagnaturo.
Ulteriori restrizioni riguardano:
- Guardiagrele: stop al sentiero “La Valle” e all’area di Bocca di Valle e Piana delle Mele
- Roccamorice: chiusura totale della rete sentieristica e accesso vietato verso l’Eremo di Santo Spirito a Maiella
- Civitella Messer Raimondo, Pennapiedimonte, Lama dei Peligni, Caramanico Terme: limitazioni diffuse
Per le ordinanze aggiornate dei sindaci, è bene consultare il sito del Parco Nazionale della Maiella.
Allerta meteo e rischio elevato
Il Centro Funzionale della Regione Abruzzo ha emesso il bollettino di criticità valanghe n. 65 del 5 aprile 2026, segnalando condizioni di rischio elevato su gran parte del territorio montano. Per la giornata di lunedì 6 aprile, dalle ore 00:00 alle 24:00, è stata dichiarata la fase di preallarme a seguito dell’allerta rossa.
Nel dettaglio, è prevista criticità elevata (allerta rossa) per rischio valanghe sulle aree del Gran Sasso Est e della Maiella. Criticità moderata (allerta arancione) invece su Gran Sasso Ovest, Velino-Sirente e Parco Nazionale d’Abruzzo.
Le autorità raccomandano massima prudenza, soprattutto nelle zone montane maggiormente esposte.
L’appello alla massima prudenza
La tradizionale gita di Pasquetta può trasformarsi in un pericolo concreto se si ignorano le indicazioni delle autorità. Il Servizio Meteomont dell’Arma dei Carabinieri invita alla massima cautela: anche con il miglioramento del meteo, la montagna resta insidiosa. Per le prossime settimane sarà fondamentale: consultare i bollettini Meteomont, verificare gli avvisi di criticità meteo regionali e rispettare rigorosamente le ordinanze comunali. In attesa che la montagna tornerà a rendersi pienamente accessibile.








