Pasqualone e Maiorano: “Sulmona non ha nulla da invidiare alle migliori città d’arte”

di Redazione | 05 Settembre 2022 @ 11:45 | ATTUALITA'
Sulmona
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SULMONA  –  L’occasione è stata data dalla presentazione, durante la manifestazione “ La via dei poeti”, tenutasi ieri presso la sala conferenze di Palazzo dell’Annunziata di Sulmona, del libro di Massimo Di Prospero “ Storia di una montagna-Sagizzano Villaggio scomparso”, e il critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone ( da poco eletto uomo abruzzese dell’estate 2022) e il deputato professore Fabio Valerio Maiorano l’hanno colta al volo per esprimere le proprie critiche, le giuste valutazioni e le dovute proposte per assegnare a Sulmona il titolo di città immagine dell’Abruzzo.

“ Noi abruzzesi non sappiamo vendere bene il nostro prodotto. Sulmona non ha nulla da invidiare a città come Orvieto, Urbino e che molto bene hanno saputo fare per rilanciare la lro immagine ed utilizzarla ai fini turistico-culturale. Tuttavia la portata di queste città è diversa perchè noi in abruzzo non siamo bravi”

-ha affermato Pasqualone

In Abruzzo abbiamo straordinarie meraviglie nel campo artistico, storico e culturale però, poi, un po’ per campanilismo e un po’ per distruttiva rivalità, non siamo capaci di valorizzarle a tal punto da renderle produttive.

-ha sottolineato il critico d’arte e letterario-

Far lavorare insieme Associazioni come nel caso di oggi attraverso il connubio Sulmona-Ortona- Francavilla al Mare aiuterebbe moltissimo per invertire la tendenza. Il libro che presentiamo oggi e ottimamente imbastito dal curatore dello stesso Massimo Di Prospero va in questa direzione. In esso troviamo discorsi fondati sulla religiosità, sulla storia e sull’archeologia che insieme sarebbero capaci, se ben utilizzate, ad arricchire dal punto di vista turistico e , quindi, economico, città che come nel caso di Sulmona possiede tutto il corredo necessario pocanzi descritto per riuscirci.

Noi dobbiamo essere pronti alla forte crisi che sta arrivando e lo potremo fare creandoci delle opportunità proprio attraverso la creatività, la storia, la valorizzazione del territorio, l’arte, l’enogastronomia, sviluppando un turismo religioso attraverso Celestino V e percorsi archeologici in nome di Ercoloe Curino”

-ha evidenziato Pasqualone

Il libro di Di Prospero ci tira le orecchie da questo punto di vista ma ci offre anche sagge indicazioni in tal senso. Ma è possibile che devono essere sempre gli studiosi, gli storici a dover dire quello che bisogna fare?

-Si chiede il professore-

E’ arrivato ora il momento di rimboccarsi le maniche e mettere da parte stupidi orgogli e rivalità. Bisogna andare oltre la politica fondata sull’ordinarietà. Camminando oggi per Sulmona mi si è riempito il cuore nel vedere tanti turisti passeggiare in uno stato di evidente estasi ed evidentemente incuriositi dalle bellezze architettoniche di questa bellissima città ma bisogna fare ed organizzarsi di più!”

-Ha concluso Pasqualone

A supportarlo in tutto questo ci ha pensato il Professore Fabio Valerio Maiorano, deputato della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, il quale ha puntato l’indice contro quelle istituzioni che non hanno seguito gli utili consigli dati da sempre da persone esperte nel campo storico-culturale.

“ Il Morrone è la Majella di Sulmona. La presenza di Celestino V non è casuale. Lui ha ricevuto dall’Universitas ( l’allora Comune) di Sulmona terre sulle quali edificare la prima chiesa. Sulmona ha incardinato Celestino V donandogli la terra non in maniera semplicistica ma forse perchè discendente da stirpi locali. Arriva a Sulmona non a caso. Sulmona è città importante in quel periodo storico. Città degli Svevi e capitale dell’Abruzzo. Sulmona sceglie Sulmona per questo motivo e dove, probabilmente, è conosciuto e protetto.

Quella che è mancata a Sulmona è la giusta valorizzazione dei siti occupati da Celestino V a partire dall’eremo di Sant’Onofrio e proseguendo con l’Abazia e che vanno sommati all’area archeologica riservata ad Ercole Curino e campo 78, uno dei più importanti campi di prigionia delle due guerre mondiali che si ricordi. Un insieme di cose estremamente interessanti raccolti in soli 3 chilometri quadrati di territorio dislocati in un periodo di storia che va dal 3°-4° secolo A.C. ai giorni nostri.

Se giustamente affrontati da un’adeguata politica del territorio Sulmona potrebbe vivere di rendita dal punto di vista turistico.

Solo campo 78 raccoglierebbe l’interesse delle nazioni facenti capo all’impero austro-ungarico, ovvero 14 nazioni europee per quanto attiene la prima guerra mondiale e altre e più ricche realtà quali USA, Australia, Inghilterra, Sudafrica e Canada per quanto riguarda la seconda guerra mondiale. Recuperare la memoria di questo luogo lascio a voi immaginare cosa porterebbe in cambio”

Associare l’abdicazione di Papa Benedetto XXIII al gran rifiuto di Celestino V potrebbe non essere cosa azzardata. Una decisione quella di Ratzinger maturata dopo la venuta a Sulmona. E’ stato un peccato a tal proposito non aver colto al volo l’occasione della venuta di un Papa così importante per far benedire una statua frutto di una sottoscrizione di privati e posta in una piazzetta in prossimità di porta Napoli. Quella statua avrebbe potuto rendersi polo attrattivo per centinaia di migliaia di turisti”.

Questo è stato quanto detto da Maiorano visibilmente deluso dalle politiche locali.

Insomma quelle elencate da Pasqualone e Maiorano sono valutazioni seppur condite da critiche anche di una certa severità che non possono e non devono essere tenute in naftalina dagli amministratori locali.

E’ giunta l’ora che Sulmona si prenda quello che giustamente gli spetta magari partendo dall’assegnazione del titolo quale capitale italiana della cultura.


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