Pasolini: con le bici sul sentiero dedicato al poeta ucciso nel 1975

In cento dall'Aquila e da Roma lungo il 'Sentiero di Pasolini', sino al luogo in cui venne ritrovato morto: l'idroscalo di Ostia

di Marianna Gianforte | 28 Novembre 2022 @ 06:05 | ATTUALITA'
Pasolini
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L’AQUILA – Partenza ponte Mammolo alle 9,30 del mattino, lasciandosi alle spalle il fresco clima aquilano, con la massima che ieri secondo l’Aeronautica è stata di 7 gradi, e immergendosi nel quasi tepore di Roma; destinazione Ostia. Precisamente l’idroscalo della località marittima romana dove tra il primo novembre e il 2 novembre del 1975 fu trovato morto il poeta, scrittore, sceneggiatore e regista Pierpaolo Pasolini.

Una ‘spedizione’ di ciclisti partita dall’Aquila per ricongiungersi con un centinaio di romani nella giornata che i gruppi ‘Elegie romane-Biciclette temerarie’, ‘Bike 99’, Fiab L’Aquila-Teramo e Cicli Ricci, insieme agli ideatori del ‘Sentiero di Pasolini’, e tante persone appassionate di ciclismo del  hanno voluto dedicare al poeta rivoluzionario e poliedrico nel centenario della sua nascita. Settanta chilometri nel reticolo delle piste ciclabili di Roma, tra aree recuperate al degrado e adesso parchi urbani a disposizione di tutti, aree protette, aree archeologiche (come quella, finale, di Ostia Antica); ma anche, purtroppo, costellate dalle sfaccetature meno edificanti della società moderna romana e non solo: il degrado, l’abbandono dei rifiuti, l’abusivismo, i senza tetto. Parti dolorose di una Capitale che si sforza di migliorarsi, di rispondere alle povertà e alla microcriminalità (un esempio su tutti: i furti diffusi e capillari che stressano la popolazione e anche gli avventori), ma che spesso ci sbatte contro. Quella vista ieri, però, è stata una parte bella della città, non solo per lo splendido sole, per la vegetazione rigogliosa ovunque nei sentieri ciclabili, per la compagnia divertente e persone che amano l’ecologia; ma anche da un punto di vista morale: ricordare Pasolini.

IL PERCORSO. 

Dopo la partenza da ponte Mammolo, il percorso ha toccano la ciclabile dell’Aniene, passando per il ponte Nomentano, davanti alla moschea e sino all’auditorium della Musica (Renzo Piano). Poi ponte Milvio, da cui partono i 20 chilometri della ciclabile Tevere sino al ponte Romano, procedendo per a ciclabile di Mezzocamino per imboccare, di lì a poco, l sentiero Trilussa, che è un parco riserva del litorale romano. Dopo ponte Ladrone, dove si trova il murales dedicato a Pasolini (murales Pierpaolo Pasolini Mamma Roma), si entra nel centro Giano, poi il primo bel tratto del sentiero Pasolini passado per il parco del Drago e, attraverso strade aperte al traffico, si arriva all’idroscalo, dove si trova il parco dedicato a Pasolini. Frasi tratte dalle sue opere scolpite sulle pietre, accompagnando i visitatori dal cancello al luogo del ritrovamento del corpo di Pasolini, aumentano il pathos e il senso di rispetto. Un percorso di 18 chilometri netti (il solo sentieri di Pasolini) che parte da Osta Antica e arrivo a Casal Bernocchi, che attraversa, costeggiandolo, l’argine del Tevere lambendo gli abitati di Dragana, Dragoncello, Acilia e Centro Giano. Il sentiero è stato ideato ed è diventato una realtà grazie alla buona volontà e alla passione per l’autore italiano e per la bici di alcuni cittadini del territorio, che lo curano e impediscono che la vegetazione prenda il sopravvento, rendendolo fruibile per tutto l’anno.

A spiegare la genesi del sentiero, che ha fan in tutta Italia e oltre, sono gli ideatori Sven Otto Scheen e Stefano Lollobrigida. Un percorso che, però, deve ancora essere completato e allargato al reticolo dei sentieri ciclabili da Ostia a Roma

 


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