Pascoli aquilani: istituzioni, categorie e allevatori si confrontano sulle “regole”

di Alessio Ludovici | 07 Dicembre 2022 @ 06:00 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Al palazzetto dei Nobili dell’Aquila, ieri, l’evento “I pascoli demaniali l’esperienza dell’annualità 2022 e confronto per il miglioramento di gestione”. Organizzato dall’assessorato all’Ambiente del Comune dell’Aquila è stata l’occasione per confrontarsi con i maggiori portatori di interesse istituzionali, dalla Regione Abruzzo, ai Carabinieri Forestali, dall’Azienda Sanitaria Locale alle associazioni di categoria e le Asbuc.

“Un tavolo tematico sui pascoli demaniali e la loro assegnazione” ha spiegato l’assessore all’Ambiente Fabrizio Taranta che, con la nuova consiliatura, ha anche la delega all’agricoltura. Criticità e punti di debolezza non mancano, fare l’allevatore sulle nostre montagne è sempre più difficile, i fenomeni speculativi ci sono anche qui ma il Comune, ha ricordato Taranta, attraverso il dialogo vuole cercare di migliorare e proporre soluzioni. “Un percorso già intrapreso con Bignotti, ora abbiamo l’opportunità riprendere un discorso che il covid aveva interrotto.”

Alcune novità sono state introdotte negli anni. Il Comune dell’Aquila aveva, ed ha ancora, un problema disomogeneità nella gestione perché il demanio è diviso tra Comune e ben dodici amministrazioni separate, magari ognuna con le sue regole. L’obiettivo principale resta quindi quello di uniformare le assegnazioni: “Vogliamo vedere il territorio come un unicum, mettere insieme Comune e Asbuc e portare gli allevatori a fare un’unica richiesta”. Un modo per razionalizzare le assegnazioni. Un aspetto importante che è stato dibattuto è quello dei controlli che, a margine delle vicende delle Pac, riguardano nel territorio abruzzese ed aquilano soprattutto la guardiania degli animali che possono essere un pericolo per la viabilità, sconfinare in altri codici di pascolo per spostarsi o abbeverarsi.  

A relazionare quindi le altre istituzioni. La Regione con Francesco Contu che ha raccontato l’esperienza del demanio forestale in capo alla Regione Abruzzo, un sistema di assegnazioni molto articolato e che ha tutelato l’ente da quei fenomeni speculativi, quella mafia nei pascoli che affligge anche la nostra Regione. Grazie a una buona legge regionale, la numero 3 del 2014, e nonostante la corte costituzionale abbia dichiarato illegittima la legge regionale 9 del 2020, approvata dal Consiglio regionale su proposta del vice presidente Emanuele Imprudente, per l’affidamento dei terreni di pascolo con priorità ai corregionali, legge che rafforzava ancora di più quei meccanismi su tutto il territorio della regione.

Mario Mazzetti, del servizio veterinario Asl L’Aquila, ha illustrato la situazione ma soprattutto anticipato le novità normative che stravolgeranno il settore, un recente decreto ministeriale che acuisce due regolamenti Ue. Le linee guida arriveranno tra qualche mese ma sono tante le novità previste, dalla responsabilità sanitaria che passa dai Comuni alle Asl per dirne una. Un complesso di norme che dovrebbe aiutare ad allineare i dati del sistema informativo sanitario con quelli per avere i contributi diretti dalle Ue, ma per le quali bisogna farsi trovare pronti.

I contributi al centro di mille polemiche, la Pac, politica agricola comune, cambieranno volto ha spiegato Emanuele Imprudente con la nuova programmazione 2023 – 2027, e i meccanismi di sostegno al reddito di agricoltori e allevatori saranno basati su nuovi pilastri di azioni molto più articolati e orientati a un moderno e sostenibili sviluppo.

Tanta carne al fuoco insomma su cui l’assessore Taranta promette di voler riunire la Consulta dell’agricoltura, anche per lavorare, in primis a un regolamento per l’assegnazione dei pascoli. Richieste in tal senso sono arrivate anche dalle categorie presenti ieri, Gino Melone per la Federazione provinciale di Coldiretti, Romolo Di Girolamo per la Cia e per Confagricultura, Filippo Rubei che ha lanciato ha chiesto sia una armonizzazione delle regole comunali e poi messo in guardia su alcune novità normative che potrebbero di nuovo favorire certi imprenditori del nord che fanno incetta di contributi sulle nostre montagne. 


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