Parco Gran Sasso, chi sarà il nuovo direttore? E come verrà scelto?

di Alessio Ludovici | 01 Maggio 2023 @ 05:23 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Il nome lo sapremo, presumibilmente,  solo tra qualche mese. In una recente nota l’Usb, Unione sindacale di base, ha fatto il punto sulla nomina dei nuovi direttori dei parchi nazionali abruzzesi chiedendo massima trasparenza. Ai sensi della normativa nazionale ogni ente parco deve sottoporre al ministero una rosa di tre nomi iscritti ad un apposito albo nazionale.

A pochi giorni dalla fine del mandato dell’attuale direttore, Alfonso Calzolaio, il Parco del Gran Sasso non ha ancora pubblicato l’avviso a cui gli eventuali candidati dovranno rispondere. Nelle more della nuova nomina si andrà evidentemente avanti con i direttori facenti funzioni.

Allo stesso modo non sono noti, al momento, i criteri con cui il parco sceglierà, tra le domande che arriveranno, i tre nomi di sottoporre al ministero. Cinque anni fa ci fu un indirizzo abbastanza generico nell’avviso pubblico del Parco Gran Sasso e la stessa cosa avvenne in altri parchi nazionali tanto che lo stesso Ministero, oggi è il Mase, in una circolare successiva si prese la briga di fornire indirizzi operativi più dettagliati per la nomina dei direttori dei parchi nazionali.

La circolare ricordava che ogni parco è tenuto al “rispetto rigoroso dei principi generali dell’azione amministrativa materia di imparzialità, trasparenza ed adeguata motivazione”. In particolare si richiamava l’attenzione “sul fatto che la definizione dei criteri di valutazione e della loro influenza ai fini della situazione della terna di profili più corrispondenti alle esigenze dell’ente Parco, debba avvenire in un momento antecedente l’apertura e l’esame delle buste contenenti i curriculum dei candidati“.

In sostanza il ministero chiedeva ai parchi di rendere trasparente una griglia di punteggi da costruirsi chiaramente in base a titoli, competenze ed esperienze lavorative attinenti. Scriveva il ministero: “la previa fissazione dei criteri di valutazione di preferenza discende dal principio di imparzialità e di trasparenza che, nelle procedure di valutazione comparativa governati da criteri di aggiudicazione non automatici, si specifica per due fondamentali” ossia l’eliminazione “degli apprezzamenti soggettivi del consiglio direttivo” e la “essenziale tutela della par condicio tra i concorrenti i quali sono tutti messi in condizione di conoscere e valutare la maggiore o minore non rispondenza tra il proprio profilo e quello ricercato dall’ente”.

Come detto poc’anzi, cinque anni fa le cose andarono un po’ diversamente. L’avviso del Parco Gran Sasso, ad esempio, chiedeva semplicemente un dettagliato e aggiornato curriculum professionale dal quale dovevano trasparire “con sufficiente chiarezza, percorso culturale formativo e lavorativo, con l’indicazione delle eventuali esperienze maturate”. Vedremo se gli enti parco si adegueranno agli indirizzi forniti dal ministero.

Quel che è certo è che al nuovo direttore non mancherà il lavoro. Come abbiamo in parte già raccontato il Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga non ha ancora un regolamento generale del parco. L’ultima bozza fu approvata dal consiglio direttivo nel 2019 poi non se ne seppe più nulla. Come abbiamo raccontato nel caso dell’attività di pesca, l’assenza di un regolamento generale è ancora più menomante dopo l’approvazione del piano parco. Con l’approvazione di quest’ultimo infatti sono decadute tutte le norme transitorie che per due decenni hanno regolato la vita del parco. D’altro canto non esistono nemmeno dei regolamenti stralcio che normano alcune questioni fondamentali della vita dell’area protetta. Ce n’è qualcuno, ad esempio quello per concessione di contributi culturali, ma ne mancano altri. Oltre a quello delle pesca, ad esempio, non esiste un regolamento stralcio sui tagli boschivi o sulla raccolta dei funghi.

Questi buchi regolamentari continuano a produrre incertezza sia nella comunità del parco sia tra chi dovrebbe sorvegliare sulla sua vita, come ad esempio i Carabinieri forestali, sia evidentemente per il parco stesso e il suo personale. La nomina del direttore del Parco, il mandato è di cinque anni, è chiaramente un passaggio fondamentale della vita della nostra area protetta che è anche il più importante attrattore turistico del territorio.


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