Paragone: M5S vicino alla scissione, l’accordo con il PD spacca tutto

di Redazione | 17 Agosto 2020 @ 15:52 | POLITICA
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“Oggi Gianroberto Casaleggio muore una seconda volta: lui che diceva “Mai col Pd altrimenti mi dimetto”, lui che diceva che le regole non si derogano altrimenti è come cancellarle”.

E così Gianluigi Paragone, senatore ex grillino, parla apertamente di “sputtanamento” dei 5 Stelle, dopo il voto sulla piattaforma Rousseau di venerdì che ha sancito, con la vittoria dei sì, il superamento di due dogmi dei 5 Stelle delle origini, il divieto di alleanze e il limite inderogabile di due mandati. Lui che nel Movimento ci aveva creduto lancia un siluro: “M5S vicino alla scissione: l’accordo con il PD spacca tutto”.

“Il Movimento 5 Stelle, sempre più cagnolino del Pd, si trova ad affrontare l’ennesima crisi, forse quella definitiva. L’aria di una scissione è sempre più palpabile, così come i malumori all’interno del partito dopo l’alleanza con i “nemici” storici. “Mai col Pd” è solo un lontano ricordo, così come le battaglie per il Tav, il Tap o l’acqua pubblica”. “Il M5S è diventato sistema a tutti gli effetti, con il suo poltronismo spinto e gli accordi di Palazzo. Chiuse le urne on-line su Rousseau, che hanno avallato il nuovo corso pentastellato al fianco dei dem, nei territori si cerca di portare a casa nuove intese in vista delle elezioni regionali di fine settembre”.

“Le spaccature nei territori – come evidenzia anche Marco Conti su Il Messaggero – si sono ampliate dopo il voto sulla piattaforma Rousseau, “e tutto lascia intendere che si tratti di fratture destinate prima o poi a saldarsi sul territorio nazionale. Magari dopo il 21 settembre, quando si conosceranno i risultati delle elezioni regionali e del referendum confermativo”. Una scissione che in molti danno per scontata e che rischia di prodursi anche in Parlamento dove si avverte forte la tensione per scelte che hanno aperto un acceso confronto nella base pentastellata e nei gruppi parlamentari”.

“Su tutte, , quella della fine del tetto ai due mandati e delle alleanze con il Pd. “L’esito della consultazione su Rousseau dovrebbe rinsaldare l’asse M5S-Pd in vista di un autunno che si annuncia molto difficile, ma – al netto della spaccatura dentro al Movimento – crea problemi anche ai dem accusati di aver trasformato l’alleanza tecnica anti-Salvini con i grillini di un anno fa in una vera e propria alleanza politica. In attesa dei sondaggi che testeranno il gradimento dell’elettorato Pd, lo smottamento al centro è evidente”.

E conclude: “Le elezioni regionali di fine settembre rappresenteranno per il Pd e il M5S un passaggio decisivo sul quale misurare l’anno di governo insieme. Intanto, i 5 Stelle potrebbero farsi trovare, dopo il voto, ancor meno compatti di ora e ancora senza guida. La scissione, come si diceva, è ormai prossima”.


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