Un incontro intenso, carico di spiritualità e profondamente legato alle montagne d’Abruzzo e a Celestino V.
Durante l’udienza generale in Vaticano, don Gianmarco Medoro, parroco di Roccamorice e Abbateggio, ha consegnato a Papa Leone XIV una reliquia ex indumentis di Celestino V, ricavata da un manipolo e custodita gelosamente in parrocchia, insieme al “Codice diplomatico celestino” di Adolfo Morizio, tra i testi più autorevoli dedicati alla vita e alle opere dell’Ordine dei Celestini.
Don Gianmarco era presente all’udienza di Mercoledì 6 maggio per presentare al Santo Padre un programma radiofonico dedicato al commento del suo magistero. Con Don Gianmarco c’era una delegazione dei Cooperatori Paolini dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, accompagnata dagli assistenti nazionali don Guido Colombo e suor Paola, da Antonio Di Giosafat, responsabile dei Cooperatori Paolini, e da Davide De Amiciis, direttore di Radio Speranza.
Ma l’incontro si è trasformato in un momento personale e toccante quando il parroco ha raccontato al Pontefice il forte legame tra la sua comunità e Pietro del Morrone, il futuro Celestino V, che proprio sulla Maiella visse da eremita per 38 anni, fondando l’Eremo di Santo Spirito e l’Ordine di Santo Spirito a Maiella, i Celestini.
“Mi ha chiesto come mi chiamassi”, racconta il parroco. “Gli ho detto: ‘Sono don Gianmarco, parroco sulla Maiella, il luogo dove Celestino V, suo predecessore, ha vissuto la sua spiritualità e fondato il suo Ordine’. A quel punto gli ho consegnato la reliquia di San Pietro Celestino e il Codice diplomatico”.
Papa Leone è rimasto profondamente colpito dal dono della reliquia e, osservando le fotografie dell’Eremo di Santo Spirito, ha pronunciato parole che hanno emozionato tutta la comunità:
“Ma tu sei parroco qui? Allora sei in Paradiso”.
“Quei due minuti sono stati attimi molto importanti”, racconta ancora don Gianmarco. “Ho visto in quegli occhi la luce della pace che il Papa riesce a donare e porterò sempre con me questo incontro. E mi piace pensare che nell’appartamento del Santo Padre, o nel luogo dove custodirà la reliquia, ci sia una parte della vita e delle opere del nostro Celestino V”.
L’incontro tra don Gianmarco e Papa Leone ha così rinnovato il legame profondo tra la spiritualità celestiniana e l’Abruzzo, dalla Maiella fino a L’Aquila, città simbolo della storia di San Pietro Celestino e, nel segno della Perdonanza, città del pace e del perdono.









