Papa Francesco e il Vademecum sui casi di abuso su minore

La Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana ha attivato uno sportello per la tutela dei minori

di don Daniele Pinton | 18 Luglio 2020, @06:07 | CREDERE OGGI
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L’AQUILA – Il contrasto della pedofilia nella Chiesa, dopo una serie di importanti provvedimenti presi in questi anni da papa Francesco, ha ora un vero e proprio ‘manuale di istruzioni’ ad opera della Congregazione per la Dottrina della fede che come ha spiegato il cardinale prefetto, il card. Luis Francisco Ladaria Ferrer, ‘intende prendere per mano chi deve trattare concretamente i casi dall’inizio alla fine, ovvero dalla prima notizia di un possibile delitto alla conclusione definitiva della causa. Tra questi due estremi, vi sono tempi da osservare, passaggi da compiere, comunicazioni da attivare, decisioni da prendere’.

In sostanza, nei giorni scorsi la Santa Sede ha pubblicato un vademecum per i casi di pedofilia del clero, realizzato dalla Congregazione per la dottrina della fede, in modo da dare a tutti i vescovi del mondo una linea unica su come procedere. Questo vademecum, è stato auspicato da Papa Francesco all’inizio del summit mondiale sugli abusi da lui convocato in Vaticano nel febbraio 2019, e indicato come un primo passo perché i vescovi possano seguire una linea comune di azione di fronte a questa grave problematica.

Nel maggio del 2019, due mesi dopo il summit sugli abusi sessuali commessi dai preti, che in Vaticano ha radunato i capi delle conferenze episcopali del mondo, papa Francesco ha pubblicato nuove norme per tutta la Chiesa contro chi abusa o copre, contenute nel Motu proprio papale, Vos estis lux mundi, pensato per far sì che tutte le molestie e le violenze del clero siano segnalate internamente e, insieme, assicurare che vescovi e superiori religiosi rendano conto del loro operato.

Nel Gennaio del 2020, la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso mons. Lorenzo Ghizzoni, presidente del Servizio nazionale della CEI per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, ha annunciato che tutte le diocesi italiane avranno uno sportello per segnalazioni e denunce degli abusi sessuali sui minori. Nel Febbraio 2020, la Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana, ha disposto la creazione di uno sportello per la tutela dei minori in ogni diocesi della Conferenza Episcopale Regionale, già in funzione, nonostante i problemi inerenti il Covid-19, in tutte le diocesi della nostra Regione Ecclesiastica.

La Sala Stampa della Santa Sede, illustrando questo nuovo documento ha chiarito che ‘l’obiettivo è fornire un manuale di istruzioni per condurre correttamente le cause che riguardano diaconi, presbiteri e vescovi accusati di abuso su minore. I destinatari del documento sono vescovi, ordinari, superiori degli Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica, oltre che agli operatori del diritto che li aiutano nella trattazione dei casi’.

Nel vademecum, vengono indicate in sintesi alcune ‘norme comportamentali’ tre le quali, impegnarsi affinché la presunta vittima e la sua famiglia siano trattate con dignità e rispetto, offrendo loro accoglienza, ascolto e accompagnamento, anche tramite specifici servizi, nonché assistenza spirituale, medica e psicologica, a seconda del caso specifico. Inoltre, questi atteggiamenti vanno tenuti anche verso l’accusato, con la raccomandazione di tutelare ‘la buona fama delle persone coinvolte’, anche se, in caso di pericolo del bene comune, si precisa che diffondere notizie sull’esistenza di un’accusa non rappresenta la violazione della buona fama, pur garantendo sempre all’accusato l’esercizio del diritto di difesa.

Il vademecum inoltre raccomanda la verifica scrupolosa e accurata di qualunque informazione ricevuta su un presunto caso di abuso. Il documento suggerisce di valutare attentamente ogni informazione recepita e di approfondirla, anche se non c’è stata denuncia formale, anche se la notizia è stata diffusa dai media, inclusi i social network e anche se la fonte è anonima. Resta valido, naturalmente, il sigillo sacramentale. In questo caso, il confessore dovrà convincere il penitente a dare notizia del presunto abuso per altre vie. Inoltre, viene sottolineata l’importanza della collaborazione tra la Chiesa e lo Stato, con l’autorità ecclesiastica che è tenuta a presentare denuncia alle autorità civili competenti ogni qualvolta ritenga che ciò sia indispensabile per tutelare la persona offesa o altri minori dal pericolo di ulteriori atti delittuosi. Al contempo, si ricorda che ‘l’attività di indagine deve essere svolta nel rispetto delle leggi civili di ogni Stato’ con prudenza e discernimento.

Un’altra indicazione riguarda l’uso della terminologia di ‘sospensione a divinis’ per indicare il divieto di esercizio del ministero imposto come misura cautelare a un chierico. Il vademecum suggerisce di ‘evitare questa denominazione’ durante l’indagine previa, perché si tratta di una pena che in tale fase ‘non può ancora essere imposta’, invitando altresì ad il temine ‘divieto o proibizione’ di un esercizio del ministero. Sempre durante l’indagine previa si chiede di evitare i trasferimenti del chierico coinvolto.


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