Papa Francesco approva uno specifico Rito di Istituzione dei Catechisti

La Chiesa aquilana, tra le prime in Italia con una Scuola per i Ministeri nella Chiesa

di don Daniele Pinton | 13 Dicembre 2021 @ 22:13 | CREDERE OGGI
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Dopo l’istituzione del ministero del catechista, fatta da papa Francesco il 10 maggio 2021, con la pubblicazione del motu proprio Antiquum ministerium, oggi la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha pubblicato il testo dell’Editio typica, approvato dal Papa, con il quale si introduce uno specifico Rito di Istituzione dei Catechisti, che entrerà in vigore il primo gennaio 2022, che pur essendo solo in lingua latina, verrà poi tradotto e adattato dalle diverse Conferenze Episcopali nazionali, nella lingua vernacolare di appartenenza.

Un rito che accompagnato da una lettera di presentazione del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, l’arcivescovo mons. Arture Roche, non solo illustra la struttura celebrativa di istituzione, ma chiarisce anche la natura di questo nuovo ministero per i laici e i requisiti per svolgerlo. 

Questo rito e la lettera di accompagnamento, aprono nuove riflessioni anche nella Conferenza Episcopale Italiana, che verrà chiamata non solo a chiarire il profilo e il ruolo dei catechisti all’interno delle Chiese particolari, ma anche ad offrire dei percorsi formativi adeguati, che per la Chiesa aquilana, tra le prime in Italia, sono iniziati nel mese di ottobre 2021, attraverso la Scuola diocesana dei Ministeri nella Chiesa, attivata all’interno dell’ISSR ‘Fides et Ratio’, per specifica indicazione del Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi. Altro impegno della Chiesa, sarà quello di formare le diverse comunità cristiane nel comprendere, senza confonderlo con altri ruoli, questo nuovo ministero istituito del catechista.

Nella Lettera alle Conferenze episcopali, si ribadisce che il ministero di Catechista, è un “servizio stabile reso alla Chiesa locale secondo le esigenze pastorali individuate dall’Ordinario del luogo, ma svolto in maniera laicale come richiesto dalla natura stessa del ministero”, istituito da Papa Francesco e preceduto dalla Lettera Apostolica in forma di «Motu Proprio» sul tema dei ministeri istituiti,  Spiritus Domini, del 10 gennaio 2021, con cui è stato modificato il can. 230 §1 del Codice di Diritto Canonico circa l’accesso delle persone di sesso femminile al ministero istituito del Lettorato e dell’Accolitato.

Questo nuovo rito di istituzione del ministero del catechista, come sottolineato dall’arcivescovo Arthur Roche, ‘offre un’ulteriore opportunità di riflessione sulla teologia dei ministeri per giungere ad una visione organica delle distinte realtà ministeriali’.

In analogia con quello del lettorato e dell’accolitato, ha  ‘per fondamento il battesimo’ ed è distinti dal ministero ordinato che si riceve con il Sacramento dell’Ordine’. ‘I Catechisti in virtù del Battesimo sono chiamati ad essere corresponsabili nella Chiesa locale per l’annuncio e la trasmissione della fede, svolgendo tale ruolo in collaborazione con i ministri ordinati e sotto la loro guida’.

Tra i requisiti per i candidati al ministero di catechisti,  che siano anzitutto ‘uomini e donne di profonda fede e maturità umana, capaci di accoglienza, generosità e vita di comunione fraterna, dotati di formazione biblica, teologica, pastorale e pedagogica’ e che presentino una petizione ‘liberamente scritta e firmata’ al proprio vescovo.

È compito del Vescovo diocesano discernere sulla chiamata al ministero di Catechista valutando le necessità della comunità e le capacità dei candidati.

Il ministero di Catechista è conferito dal Vescovo diocesano, o da un sacerdote da lui delegato, mediante il rito liturgico De Institutione Catechistarum e può essere conferito durante la Messa o durante una celebrazione della Parola di Dio. La struttura del rito prevede, dopo la liturgia della Parola, una esortazione; l’invito alla preghiera; un testo di benedizione; la consegna del crocifisso.

Dal Prefetto del Culto Divino vengono anche date indicazioni per chi “di norma” non dovrebbe essere scelto come catechista, cioè chi è già in cammino verso un ordine sacro, i religiosi, a meno che non siano gli unici referenti parrocchiali, e “coloro che svolgono un servizio rivolto esclusivamente verso gli appartenenti di un movimento ecclesiale”. E anche coloro che insegnano religione a scuola o hanno altri incarichi in parrocchia. Inoltre “non tutti coloro che preparano all’iniziazione fanciulli, ragazzi e adulti devono essere istituiti Catechisti: il discernimento del Vescovo può chiamare alcuni di loro, a seconda delle capacità e delle esigenze pastorali, al ministero o di Lettore o di Catechista”.

Non tutti coloro che accompagnano l’iniziazione dei ragazzi e adulti, necessitano di ricevere il ministero del catechista,  ma ‘un pubblico mandato ecclesiale con il quale viene loro affidata tale indispensabile funzione’, che come nell’Arcidiocesi aquilana viene conferito ad inizio di ogni anno catechistico da parte del Cardinale Arcivescovo, Giuseppe Petrocchi.


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