Papa Francesco agli aquilani: “Jemonnanzi!”

di Alessio Ludovici, Cinzia Scopano, Michela Santoro, Enrico Rosati, Marianna Gianforte

di Redazione | 28 Agosto 2022 @ 06:25 | PERDONANZA
Perdonanza papa
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Papa
 
Papa Francesco stringe la mano di Martina Iannini, figlia del nostro direttore Cinzia Scopano, dopo la consegna al Santo Padre del caschetto dei Vigili del fuoco.
Martina

Papa Francesco stringe la mano di Martina Iannini, figlia del nostro direttore Cinzia Scopano, dopo la consegna al Santo Padre del caschetto dei Vigili del fuoco.

 
Ore 9.08 – Dopo l’intervento del Cardinale Petrocchi è iniziato il discorso di Papa Francesco. Il saluto del Santo Padre Francesco che questa mattina ha incontrato in pizza Duomo i familiari delle vittime del terremoto, le autorità e i fedeli:
“Cari fratelli e sorelle, buongiorno. Sono contento di trovarmi tra voi, e ringrazio il Cardinale Arcivescovo per il saluto che mi ha rivolto a nome di tutti. Insieme con voi qui presenti abbraccio con affetto tutta la città e la diocesi dell’Aquila. In questo momento di incontro con voi, in particolare con i parenti delle vittime del terremoto, voglio esprimere la mia vicinanza alle loro famiglie e all’intera vostra comunità, che con grande dignità ha affrontato le conseguenze di quel tragico evento. Anzitutto vi ringrazio per la vostra testimonianza di fede: pur nel dolore e nello smarrimento, che appartengono alla nostra fede di pellegrini, avete fissato lo sguardo in Cristo, crocifisso e risorto, che con il suo amore ha riscattato dal non-senso il dolore e la morte. E Gesù vi ha rimessi tra le braccia del Padre, che non lascia cadere invano nemmeno una lacrima, nemmeno una, ma tutte le raccoglie nel suo cuore misericordioso. In quel cuore sono scritti i nomi dei vostri cari. che sono passati dal tempo all’eternità. La comunione con loro è più Viva che mai. La morte non può spezzare l’amore, ce lo ricordo la liturgia dei defunti: “Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta ma trasformata” (Prefazio I). Mi congratulo con voi per la cura con cui avete realizzato la Cappella della Memoria. La memoria è la forza di un popolo, e quando questa memoria è illuminata dalla fede, quel popolo non rimane prigioniero del passato, ma cammina nel presente rivolto al futuro, sempre rimanendo attaccato alle radici e facendo tesoro delle esperienze passate, buone e cattive. Voi, gente aquilana, avete dimostrato un carattere resiliente. Radicato nella vostra tradizione cristiana e civica, ha consentito di reggere l’urto del sisma e di avviare subito il lavoro coraggioso e paziente di ricostruzione. C’era tutto da ricostruire: le case, le scuole, le chiese. Ma, voi lo sapete bene, questo si fa insieme alla ricostruzione spirituale, culturale e sociale della comunità civica e di quella ecclesiale. La rinascita personale e collettiva è dono della Grazia ed è anche frutto dell’impegno di ciascuno e di tutti. E fondamentale attivare e rafforzare la collaborazione organica, in sinergia. delle istituzioni e degli organismi associativi: una concordia laboriosa, un impegno lungimirante. Nell’opera di ricostruzione, le chiese meritano un’attenzione particolare. Sono patrimonio della comunità, non solo in senso storico e culturale, anche in senso identitario. Quelle pietre sono impregnate della fede e dei valori del popolo; e i templi sono anche luoghi propulsivi della sua vita, della sua speranza. E a proposito di speranza, voglio salutare e ringraziare la delegazione del mondo carcerario abruzzese, qui presente. Anche in voi saluto un segno di speranza, perché anche nelle carceri ci sono tante, troppe vittime. Oggi qui siete segno di speranza nella ricostruzione umana e sociale. Grazie! A tutti rinnovo il mio saluto e benedico di cuore voi, le vostre famiglie e l’intera cittadinanza. Jemonnanzi!”.
La stessa espressione il Papa l’aveva utilizzata nel 2014 quando una delegazione aquilana, anche del gruppo Jemo ‘Nnanzi fu accolto in occasione di un’udienza generale. E oggi il papa ha voluto ricordare in qualche modo quel momento con l’invito ad andare avanti.
 

Di seguito il saluto al pontefice dell’arcivescovo metropolita dell’Aquila, cardinale Giuseppe Petrocchi: “Carissimo Papa Francesco, l’Aquila La accoglie con gioia immensa. La comunità ecclesiale e sociale La ringrazia per il dono straordinario che oggi ci fa. Nel Successore di Pietro è il Signore che viene a farci Visita. La scelta di farsi “vicino”, raggiungendoci nei luoghi che abitiamo, ci onora e ci commuove: conferma, inoltre, la certezza di avere un posto speciale nel Suo cuore di Padre.

L’assemblea che incontra è composta da una molteplicità di soggetti “rappresentativi”:

davanti a Lei sono i Parenti delle Vittime del devastante terremoto che ha colpito il nostro territorio il 6 aprile 2009, provocando immani distruzioni e numerosi morti. Si è unita una Delegazione del mondo carcerario abruzzese, composta da Figure istituzionali e Detenuti. Ci sono anche Membri di varie Associazioni caritative come pure Appartenenti alle Aggregazioni laicali. Può vedere i Giovani Scouts dell’Agesci e, accanto a loro, Esponenti della Congregazione della “Salus Populi Aquilani”. Si sono aggiunti anche Referenti di molte parrocchie della Diocesi.

A nome di tutta la Chiesa aquilana intendevo rivolgerLe un “grazie” alto come le nostre montagne, ma mi è sembrato poco, perché vorrei che superasse le vette abruzzesi e arrivasse fino al cielo. Con questo “grazie” filiale desideriamo avvolgere e custodire ciò che Lei ci dirà, come pure i gesti che porrà in questa giornata benedetta. Vorremmo poi accompagnare, con stile mariano, il ministero petrino che Lei, con passione evangelica, svolge a favore della Chiesa universale e dell’intera umanità. Arde nel nostro cuore la speranza che, attraverso il Suo magistero e gli interventi pastorali che Lei promuove, la grazia della Perdonanza diventi fermento di riconciliazione e di unità in tutto il mondo.

Le assicuriamo la volontà di pensare e di agire in piena sintonia con Lei, per contribuire allo sviluppo della Chiesa-comunione e alla edificazione di una società più degna dell’uomo.

Sono presenti, in questa piazza, il Presidente della Regione, dott. Marco Marsilio; il Prefetto, Dott.ssa Cinzia Teresa Torraco; e il Sindaco, dott. Pierluigi Biondi. Il loro “essere qui” attesta che, nella organizzazione di questo evento storico, si è registrata una piena e sinergica intesa tra Organismi pubblici e Centri diocesani.

Facendomi voce del saluto festoso di tutto il Popolo aquilano, Le rivolgo con devozione e affetto grande, il: “benvenuto tra noi, Papa Francesco”!”

L’accoglienza della municipalità, con il sindaco Pierluigi Biondi

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha accolto questa mattina Papa Francesco che presiederà le celebrazioni promosse in occasione della 728^ edizione della Perdonanza Celestiniana.
“La città dell’Aquila è grata e riconoscente al Santo Padre per l’enorme testimonianza di vicinanza e sostegno tributati alla comunità con la sua presenza in occasione della tradizione più antica e sentita dalla comunità. Un onore e una grande emozione poter accoglierlo e assistere, per la prima volta, all’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio da parte di un pontefice. Un gesto che universalizza il messaggio di pace e riconciliazione tra i popoli ereditato da Papa Celestino V e la valenza della Perdonanza Celestiniana, dal 2019 iscritta quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco” ha dichiarato il sindaco Biondi.
Dopo aver visitato la cattedrale di San Massimo, in cui sono ancora ben visibili le ferite del sisma 2009, e incontrato i parenti delle vittime del terremoto presenti in Piazza Duomo Papa Francesco ha raggiunto il prato antistante la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dove officerà la celebrazione della Santa Messa. Dopo l’omelia e la recita dell’Angelus il Papa aprirà la Porta Santa rinnovando l’inizio del primo giubileo della storia. Sarà il primo cittadino a consegnare il ramo d’ulivo del Getsemani nelle mani del Papa con cui, dopo tre tocchi, verrà aperta la Porta Santa. La Perdonanza Celestiniana si concluderà nella serata di domani, 29 agosto, con la cerimonia di chiusura.

 
Ore 9.00 – Il papa in Piazza Duomo
 
Ore 8.54 – L’ultima bonifica della polizia e il casco che gli regaleranno i vigili del fuoco e la Papamobile pronta per portare il pontefice a Collemaggio
 
Ore 8.45 –  Atterrato a Piazza d’Armi il Pontefice.
papa piazza darmi
 
 
 
Ore 8.15 – L’Aquila è pronta

 
Ore 8.00 – Le impressioni di fedeli e autorità presenti a Piazza Duomo e Collemaggio
 
Lorenzo Berardinetti
 
Velia Nazzaro, sindaco di Carsoli
 
 
Ore 7.45 – Papa Francesco è in viaggio per L’Aquila. Partito l’elicottero da Roma
 
Ore 7.30 – Città già gremita di fedeli e curiosi sia in Piazza Duomo che a Collemaggio. Operativa all’Emiciclo la sala stampa dedicata all’evento. L’arrivo del Papa, in elicottero, è previsto per le le 8.30, l’afflusso dei fedeli è cominciato dalle primissime ore del giorno. Il papa si recherà in Piazza Duomo dove incontrerà i familiari delle vittime del sisma del 2009 e probabilmente per visitare la chiesa di San Massimo. Direzione Collemaggio quindi, dove terrà l’angelus e aprirà la porta Santa. Sono stati allestiti circa 6.400 posti a sedere, di cui circa 4.700 a Collemaggio e circa 1.700 a piazza Duomo. Ben 4 chilometri lineari di transenne e 18 barriere antipanico delimiteranno le varie zone del passaggio del Papa. Imponente l’organizzazione, due i palchi, quello del Duomo e quello di Collemaggio, sistemati in questi giorni per l’accoglienza del pontefice. Imponente anche la sicurezza, un piano messo a punto in questi mesi. Ieri notte è stata transennato tutto il percorso.
 
Serivizi di Marianna Gianforte, Michela Santoro, Cinzia Scopano, Enrico Rosati e Alessio Ludovici

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