Palumbo: “Urgenti interventi sulla salvaguardia delle risorse idriche”

Per il capogruppo al Comune: "Riprendere iter su contratto di fiume"

di Redazione | 11 Agosto 2021, @06:08 | AMBIENTE
Stefano Palumbo
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L’AQUILA –  Riceviamo e pubblichiamo da Stefano Palumbo, Capogruppo del PD in consiglio comunale di L’Aquila,  sul tema delle risorse idriche.

Il bilancio di un’estate finora torrida vede l’Abruzzo tra le regioni italiane maggiormente colpite dalla siccità, causa di un periodo di assenza di precipitazioni oltremodo prolungato. In questa situazione se è condivisibile l’appello, sempre valido, del presidente della Gran Sasso Acqua al consumo consapevole dell’acqua il fatto che il 62,3 % delle nostre acque vada perso (secondo un’indagine condotta dal centro studi di Confartigianato Chieti – L’Aquila sulle perdite idriche nelle reti comunali) suona davvero beffardo. Si tratta di una situazione davvero inqualificabile, diffusa purtroppo in misura simile su quasi tutto il territorio regionale.

Correre ai ripari non è più una semplice esigenza ma una priorità assoluta rispetto agli effetti ormai evidentissimi dei cambiamenti climatici con ondate di calore, incendi distruttivi e carenza d’acqua ogni anno più frequenti. Il Governo nel PNRR ha previsto investimenti pari a 4,38 miliardi finalizzati ad una gestione sostenibile del ciclo dell’acqua attraverso interventi sulle infrastrutture idriche primarie per l’approvvigionamento idrico e la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua. Un’opportunità irripetibile che chiama in causa le realtà locali e la loro capacità di farsi trovare pronte con piani territoriali e progetti da realizzare.

Rivolgo allora un invito alle amministrazioni comunale e regionale ad aprire sull’argomento subito un confronto con tutti i soggetti territoriali interessati al fine di definire un piano d’azione e di interventi indirizzati alla salvaguardia e alla valorizzazione delle risorse idriche naturali, dalla sistemazione della rete di distribuzione, alla realizzazione di bacini di accumulo dell’acqua ai fini irrigui, fino a riprendere l’iter, colpevolmente abbandonato, per il contratto di fiume dell’Aterno.


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