Palumbo: “La città europea dello sport rischia di rimanere senza piscine”

di Redazione | 28 Gennaio 2022 @ 16:13 | POLITICA
Stefano Palumbo
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L’AQUILA – “L’Aquila è capitale europea dello sport 2022, tuttavia mai come in questo momento lo sport cittadino è in sofferenza, per irrisolti problemi strutturali, economici, sociali e per gli effetti della pandemia che stanno portando molti giovani ad abbandonare le proprie attività”.

Lo afferma il capogruppo del PD in consiglio comunale, Stefano Palumbo.

“Una situazione che necessita di più azioni e meno conferenze stampa- aggiunge Palumbo -. Allarmi di situazioni economiche difficili arrivano da ogni parte, ma uno che in questi giorni non va sottovalutato è quello lanciato dai gestori della piscina comunale dell’Aquila, che chiedono un supporto alle autorità locali per superare l’attuale momento di crisi causato dal concomitante effetto dell’aumento dei costi energetici e della drastica riduzione dell’utenza per via della diffusione di contagi in città. La piscina, come le palestre, non è soltanto un luogo ricreativo o di allenamento agonistico (già questo basterebbe a richiamare attenzione) ma è anche un luogo di riabilitazione e di cura per molte persone. Per questo motivo al Comune dell’Aquila, molto abile ed efficace nell’intercessione presso il Governo regionale per erogare fondi a pioggia e con piccole cifre, ad enti e ad associazioni, che certo assicurano un riscontro di simpatie, si chiede un intervento rapido di sostegno a settori che meritano un’attenzione particolare, affinché dopo Verdeaqua, chiuso da oltre tre anni e per il quale almeno l’assessore Colonna aveva avuto la buona creanza a luglio scorso di scusarsi per il ritardo, non chiuda anche la Piscina Comunale”.

Per Palumbo “Dopo anni di mancate risposte da parte dell’amministrazione comunale rispetto alla proposta avanzata dal gestore di una riqualificazione generale degli impianti, tra i progetti finanziati con il fondo complementare al Pnrr è previsto anche un intervento per la riqualificazione energetica della piscina comunale, sicuramente utile e necessario, a patto però di trovarci ancora qualcuno dentro, quando il quaderno dei sogni elettorali diventerà realtà da gestire, come il bando per riaprire l’impianto di Verdeaqua”.

Palumbo conclude: “Per favore, non si risponda con i refrain della colpa delle vecchie amministrazioni, tra qualche mese l’amministrazione Biondi avrà compiuto mezzo lustro, cinque anni di governo della città, non si dica che non sono abbastanza. Alessandro Magno in 12 anni conquistò l’Impero persiano, chissà se un quinquennio sarà abbastanza per riaprire una piscina chiusa e salvarne un’altra”.

 

 


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