Palumbo e lo strano caso della comunicazione della Gran Sasso Acqua

di Alessio Ludovici | 13 Novembre 2022 @ 06:13 | POLITICA
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L’AQUILA – “Non posso consentire che la Commissione serva a rafforzare una sola tesi”. Una nota inviata alla stampa alle 11.18 di venerdì mattina da parte della Gran Sasso Acqua, al termine di una commissione, la quinta di Garanzia e controllo, chiusa un minuto dopo, 11.19, ha fatto infuriare Stefano Palumbo, presidente della Commissione stessa. Una colpo basso che è servito, secondo Palumbo, a veicolare un messaggio fuorviante ossia che la Commissione avesse avallato la posizione del direttore di Gsa Giannone sul caso Anac-Piccinini. L’Anac, infatti, a ottobre ha inviato un nuovo riscontro in merito alla presunta inconferibilità del presidente di Gsa, Alessandro Piccinini, da qui la convocazione della Commissione.

In realtà, ha spiegato Palumbo in una successiva conferenza stampa, le cose sono andate ben diversamente da quanto emerso dalla nota di Gsa. Tutto ciò in un contesto, ha rincarato la dose il consigliere Pd, in cui ci sarebbero anche informazioni di ulteriori indagini sulla questione da parte di altri organi. 

Una comunicazione irrituale quella della Gran Sasso, ha spiegato Palumbo, posto che peraltro lo stesso collegio sindacale di Gran Sasso Acqua, presente anch’esso in commissione con Luca Verini, ha in realtà espresso valutazione diverse da quelle di Giannone. 

“Abbiamo dato ampio spazio a Giannone – ha spiegato Palumbo in conferenza stampa – per motivare le sue posizioni sulla difesa di Piccinini, di altro avviso erano altri organismi come il collegio sindacale che riteneva andasse percorsa la strada dell’impugnativa della prima delibera Anac. Abbiamo chiesto di acquisire formalmente tutti i pareri per avere un quadro e per vigilare a tutela dell’ente. Io sono stato corretto, senza strumentalizzazioni di sorta. Mi ha dato particolarmente fastidio che la Gran Sasso Acqua, mentre la commissione era in corso, diramava una nota con le dichiarazioni del dottore Giannone e mi dispiace che con questa cosa sia stata fatta passare l’idea che la Commissione avesse avallato la tesi, pur legittima, del dottor Giannone. La posizione del collegio sindacale era diversa, i commissari si sono espressi con tanti dubbi perché il tema rimane appeso e c’è di fatto un braccio di ferro istituzionale con l’Anac in corso. Inoltre, ci hanno informato del fatto che, al di là della vicenda Anac, ci sono ulteriori percorsi di altri organismi fuori dall’Anac che stanno approfondendo la questione. A questo punto non posso consentire che la Commissione serva a rafforzare una sola tesi”


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