Palazzo Ducale a Paganica e la casa del partigiano Ventura, sbloccati gli iter per la ricostruzione

di Alessio Ludovici | 22 Novembre 2020 @ 06:30 | ATTUALITA'
donazione mari ventura
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L’AQUILA – Con la nomina dei rispettivi Rup fa un passo avanti la ricostruzione di diverse proprietà del Comune dell’Aquila. I fondi, a valere sulla delibera Cipe 18 del 2020, riguardano Palazzo Ducale a Paganica, la Delegazione di Preturo, lo storico Chalet di Monteluco, il Casino Mari Ventura in Via Strinella, le ex scuole elementari di San Giacomo e Genzano di Sassa, il cimitero di Roio. 

La delibera Cipe di settembre ha assegnato risorse per complessive per più di due milioni di euro sulla base del Piano annuale degli interventi di ricostruzione degli edifici pubblici, così suddivisi. 

Per Palazzo Ducale, l’enorme dimora nel cuore di Paganica, 400mila euro, a fronte di una stima dei lavori complessivi di 2 milioni. Duecento mila euro per la vecchia sede della delegazione di Preturo. Quasi 400mila euro, a fronte di un quadro economico di quasi un milione, per sistemare lo Chalet e la rotonda. Sull’area in teoria ci sarebbe anche un progetto di riqualificazione della Pineta insieme all’Asbuc di Roio. 
Ci sono poi, sempre a Roio la sistemazione del Cimitero, mentre a Genzano di Sassa e San Giacomo le due ex scuole.

Infine, la donazione Mari-Ventura, in Via Strinella, un vero gioiellino immerso in 6mila metri quadri di verde, a due passi dalle mura urbiche, proprio sotto l’area di Santa Mari di Farfa. Una vicenda, quest’ultima, che si trascina dalla fine degli anni ’90 quando Eleonora Mari donò alla città la proprietà per destinarla a sede di istituzioni e archivi storici della Resistenza. Una destinazione non casuale, la signora Eleonora era infatti la vedova di Piero Ventura, il fondatore del Partito Comunista d’Italia in Abruzzo, arrestato più volte dal regime fascista e finito al confino prima a Ustica, dove sarà compagno di cella di Antonio Gramsci, e poi a Ponza.

Dopo l’8 settembre sarà partigiano nella “Banda Di Vincenzo”, e protagonista della vita politica e culturale della città, prima come questore dell’Aquila, nominato dal CLN, poi come consigliere comunale e assessore nell’immediato dopoguerra, ma soprattutto direttore della Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi, dove si prodigo’ per evitare danni e dispersioni e curò l’inventariazione e catalogazione dell’enorme patrimonio.


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