Caso Palamara: «Sbrigatevi ad attaccare Salvini». Così Legnini dava ordini alle toghe rosse

La chat pubblicata dal quotidiano La verità

di Redazione | 05 Agosto 2020 @ 11:44 | ATTUALITA'
legnini
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ROMA – E’ ancora il nome di Giovanni Legnini, attuale Commissario straordinario per la ricostruzione 2016 ed ex Vicepresidende del Csm a spuntare dalle chat di Palamara dalle quali emergono altre indiscrezioni che mostrerebbero il piano per attaccare Matteo Salvini sul caso Diciotti.  A scavane nella vicenda è Il secolo d’Italia che torna a pubblicare le chat sull’ex ministro dell’Interno (“Una m***a, ha ragione ma va attaccato”) e che, sottolineando che non si tratta di un caso isolato, rincara la dose con le mosse di Giovanni Legnini che, secondo il quotidiano, si sarebbe attivato per far intervenire Palazzo dei Marescialli a supporto delle indagini sullo sbarco degli immigrati dalla nave Diciotti.

In quell’occasione, secondo l’ultima ricostruzione de La Verità – che ha pubblicato altre intercettazioni – quattro consiglieri del Csm (tra cui Luca Palamara) invocavano l’intervento del Consiglio per difendere “l’indipendenza della magistratura”. Indipendenza che Salvini avrebbe messo in pericolo.

Ed e’ proprio Il secolo d’Italia che riporta le chat secondo la ricostruzione fatta da La Verità. Il 2La verità, Repubblica, 4 agosto 2018 Legnini, scrive il quotidiano, contatta Palamara: «Luca, domani dobbiamo dire qualcosa sulla nota vicenda della nave». La risposta del consigliere non si fa attendere «Ok, anche io sono pronto. Ti chiamo più tardi e ti aggiorno». Legnini, sempre secondo La Verità, insiste: «Sì, ma domattina dovete produrre una nota, qualcosa insomma». Il pm Palamara riceve un altro messaggio: «Dobbiamo sbrigarci! Ho già preparato una bozza di richiesta. Prima di parlarne agli altri concordiamola noi». Il 25 agosto, Repubblica in primis e poi le agenzie di stampa danno notizia di quattro consiglieri di Palazzo dei Marescialli, fra cui Palamara, che chiedono di inserire il caso migranti all’ordine del giorno del primo plenum del Csm.

Nel documento si legge che «la verifica del rispetto delle norme è doverosa nell’interesse delle istituzioni». «Gli interventi a cui abbiamo assistito, per provenienza, toni e contenuti rischiano di incidere negativamente sul regolare esercizio degli accertamenti in corso. Riteniamo che sia necessario un intervento del Csm per tutelare l’ indipendenza della magistratura e il sereno svolgimento delle attività di indagine», prosegue il documento. Legnigni, in un altro comunicato, scrive che l’istanza sarà trattata nel primo comitato di presidenza. «Il nostro obiettivo è esclusivamente quello di garantire l’ indipendenza della magistratura», aggiunge.

Salvini: «Ecco le trame contro di me»

Matteo Salvini in un post sui social commenta l’ultima tranche dell’inchiesta de La Verità dal titolo Il Pd ordina ai giudici: “Attaccate Salvini”. Il giorno dopo arriva la levata di scudi. «Dopo gli insulti e l’ammissione “Salvini ha ragione ma va attaccato”, oggi La Verità pubblica altri incredibili messaggi, che svelano la natura di alcune iniziative dei magistrati contro il sottoscritto».

E poi ancora. «Emergono le trame di Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm e sottosegretario di due governi a guida Pd, per far intervenire il Consiglio Superiore della Magistratura a supporto delle indagini sullo sbarco degli immigrati dalla nave Diciotti. In quell’occasione, da quanto ricostruisce La Verità, quattro consiglieri del Csm (tra cui Luca Palamara che mi definiva “merda”) invocavano l’intervento del Csm. Così come ordinato da Legnini, per difendere “l’indipendenza della magistratura” che io avrei messo in pericolo. Un attimo dopo, Legnini rispondeva pubblicamente che l’unico obiettivo era assicurare “l’indipendenza della magistratura”. Confezionando il messaggio (immediatamente rilanciato dal sito di Repubblica) di una magistratura al di sopra delle parti. E preoccupata perché io da ministro osavo difendere l’Italia e pretendevo di bloccare gli sbarchi, rifiutando l’accusa di essere un sequestratore».

Salvini si appella al Capo dello Stato

«Sono sicuro – scrive – che il presidente Mattarella non resterà indifferente. Ne va della credibilità dell’intera Magistratura italiana, la situazione è ormai intollerabile e occorrono interventi drastici, rapidi e risolutivi, non tanto per il bene di Salvini, ma per il bene del Paese e della giustizia».


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