Paganica, l’appello per salvare i cippi imperiali romani

Lo storico Raffaele Alloggia: "Sono reperti dell'antica Roma, vanno tutelati"

di Redazione | 21 Gennaio 2023 @ 12:08 | CULTURA
cippi paganica
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L’AQUILA  – Un appello volto alla salvaguardia dei cippi della Roma Imperiale a Paganica, frazione del capoluogo, arriva dallo storico locale Raffaele Alloggia che pone l’attenzione sull’ingresso laterale della Villa Comunale in via del Rio. Lo riporta l’agenzia di stampa Ansa.

Lì sono posti due antichi cippi in bassorilievo della Roma Imperiale, uno è il “Cippo Curtiliano” (I secolo d.c.) dedicato a Caio Curtilio Faustino, della Tribù Quirina, Cavaliere della Prima Corte Pretoriana e l’altro è il Cippo di “Festus”, (I sec.
    d.c.) il quale rappresenta una scena di vita contadina, dedicato al Console Tito Cesio Frontone, appartenente ad una ricca famiglia terriera.
    Via del Rio, fino ai primi anni Settanta del secolo scorso, era una stradina che consentiva il traffico ai carri agricoli e costeggiava il canale d’acqua detto della “Cona” (lungo il quale le donne lavavano i “panni”), che dalla sorgente di San Giuseppe in prossimità di località “Fontanelle”, attraversava da ovest ad est il paese, in direzione San Gregorio.
    Il canale lambiva le abitazioni del centro storico alla base del paese e aveva due compiti importanti. Negli stessi anni, in concomitanza dei lavori per il traforo del Gran Sasso, come noto, per diverse sorgenti del nostro territorio, si abbassò il livello delle falde acquifere tra le quali anche quella in oggetto di San Giuseppe. Così a seguito della possente urbanizzazione di quel periodo, il canale della Cona, che lo ricordiamo a cielo aperto e che annualmente veniva ripulito dai detriti, fu coperto per tutto il tratto abitato, oltre due chilometri, lungo il quale furono installate numerose caditoie che ancora oggi continuano a raccogliere acqua piovana, detriti e cartacce.
    “Via del Rio, oggi – rileva Alloggia – è una strada molto trafficata, poiché ci sono insediamenti di molti servizi come le Poste, la banca, la farmacia, l’asilo, la scuola elementare, attività commerciali e la Villa stessa frequentata da molti cittadini. Motivo questo per cui credo che i due Cippi debbano essere ‘salvaguardati’ dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, in quanto lo smog, gli agenti atmosferici, il sale per il gelo durante il periodo invernale, i licheni e il muschio stanno vistosamente deteriorando i bassorilievi”.

(ANSA)


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