“Paesi miei”, nuovo libro di Beppe Covertini, con l’Abruzzo e L’Aquila

di Fausto D'Addario | 09 Marzo 2023 @ 05:32 | RECENSIONI
Paesi miei
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L’Abruzzo con la provincia de L’Aquila in testa – e non solo per l’ordine alfabetico – in Paesi miei, il nuovo libro di 09, storico programma della RAI che ogni domenica porta sul piccolo schermo le più belle storie del territorio italiano. E che più volte ha fatto ritorno in Abruzzo, inesausta fonte di delizie culinarie e paesaggistiche. Aneddoti e appunti raccolti nel suo prezioso taccuino, una sorta di diario di bordo, dove Convertini ha fissato su carta le emozioni impalpabili dei suoi viaggi. Ora questi appunti sono stati riordinati e raccolti nel volume edito da Rai Libri, che dal 7 marzo è acquistabile in libreria e negli store digitali.

Dai lussuosi interni di Palazzo Brancaccio a Roma, dove il 6 marzo ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione de libro, allo scenario incantato della Basilicata il giorno successivo. Un po’ il sunto del suo lavoro. Così nell’ultimo video: “Paesi miei è un viaggio tra la nostra splendida Italia. Vado in giro con Linea Verde tutte le domeniche su Rai Uno alle 12.20 andando a scoprire i borghi più belli d’Italia: tradizioni, usi e costumi e naturalmente ad assaggiare le eccellenze enogastronomiche”. E proseguendo: “È un viaggio speciale, un viaggio nelle bellezze artistiche, storiche e culturali, paesaggistiche” della nostra bellissima penisola, “alla scoperta di borghi che non sono negli itinerari turistici classici, ma che sono sicuramente unici al mondo. Chiunque vorrebbe venire a visitare l’Italia almeno una volta nella vita”.

Da Nord a Sud, in Paesi miei passa in rassegna i luoghi autentici delle regioni italiane, motore nascosto della nostra penisola, specialmente quei luoghi del cuore che più hanno colpito ed appassionato Convertini durante i suoi viaggi con Linea Verde.

Dalle valli del silenzio del Friuli Venezia Giulia, ai limoni dell’isola di Procida, da quell’angolo di paradiso che è la Basilicata al Piemonte, terra del vino; dalle terre antiche della Calabria ai monasteri cisterciensi delle Marche, dai centenari sardi della Barbagia alle montagne abruzzesi.

E il libro si apre proprio con l’Abruzzo. La montagna come stato d’animo: in poche righe una sintesi dello spirito della nostra regione, dove a poco a poco si familiarizza con il senso della bellezza. Il capitolo si apre con una citazione di Ignazio Silone, di Pescina (AQ): “le montagne sono i personaggi più prepotenti della vita abruzzese“. Tra i più grandi scrittori italiani del Novecento, per dieci volte candidato al premio Nobel e vincitore del Premio Campiello nel 1968, Silone descrisse gli abruzzesi profeticamente e in poche righe nel piccolo saggio – da cui Convertini trae la citazione  – che, nel 1948, il Touring Club Italiano dedicò all’Abruzzo (che allora comprendeva anche il Molise). Forniamo il contesto più ampio della citazione:

II destino degli uomini nella regione che da circa otto secoli viene chiamata Abruzzo è stato deciso principalmente dalle montagne […] il fattore costante della loro esistenza è appunto il più primitivo e stabile degli elementi, la natura […] Le montagne sono dunque i personaggi più prepotenti della vita abruzzese, e la loro particolare conformazione spiega anche il paradosso maggiore della regione, che consiste in questo: l’Abruzzo, situato nell’Italia centrale, appartiene in realtà all’Italia meridionale […] E questo perché la storia, che quel carattere ha formato, è stata spesso assai dura, oscura e penosa, in un ambiente naturale quanto mai aspro, tra i più tormentati dal clima, dalle alluvioni, dai terremoti. Il carattere peculiare dell’uomo abruzzese non tralignato è dunque un’estrema resistenza al dolore, alla delusione, alla disgrazia; una grande e timorosa fedeltà; una umile accettazione della “croce” come elemento indissociabile della condizione umana”.

Dopo più di mezzo secolo, il conduttore nota che le cose non sono cambiate poi di molto nei piccoli borghi, come Scanno e Villalago e nei “meravigliosi paesaggi”, come quelli delle Gole del Sagittario, candidate a entrare tra il patrimonio UNESCO. In questi spazi affascinanti la natura si presenta indomita e selvaggia: il tempo sembra essersi fermato e il carattere della gente plasmato proprio dalle montagne. “Orribilmente belli”: queste le parole liricamente pesate di Gabriele D’Annunzio, il Vate che ha avuto i natali in Abruzzo, ricordato nel libro anche per la presenza del Parco Letterario.

Un Abruzzo che ha affascinato nei secoli “viaggiatori, fotografi, santi”. Il geografo Emilio Agostinone, Henri Cartier-Bresson ed Escher, quest’ultimo “folgorato dalla bellezza di queste vallate, di questi borghi, di questi paesaggi”, e da cui prese ispirazione per le sue opere. E non mancano i pastori: l’autore ricorda l’incontro con Nunzio, un Gandalf dalla lunga barba bianca, fine conoscitore dei miti e delle leggende del territorio, che lo ha accompagnato sugli antichi sentieri della transumanza, in compagnia degli immancabili pastori abruzzesi.

E poi c’è Frattura Vecchia, frazione di Scanno, una realtà che è un po’ il simbolo dello spopolamento delle aree interne: completamente distrutta dal terremoto del 1915, quasi completamente disabitata – gli animali placidi pascolano tra le rovine – vede però la tenace e coraggiosa presenza di una cinquantina di residenti, che sfruttano il microclima favorevole del posto e l’acqua di sorgente per dedicarsi alla coltivazione di prodotti unici.

Un altro mondo, dove è possibile riconnettersi al tempo della natura, “lontano da quello cittadino, fatto di ritmi serrati, scadenze, frettolose camminate”.Un libro che ha il solo scopo di invogliare i lettori a viaggiare, visitare e gustare le bellezze del Paese più bello del mondo.


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