Padre Ralf: “Dal Catechismo a Catechista”

Il video con Rosa, miss Simpatia 2009 - Roio Colle

di Padre Ralf (Osman Prada) | 29 Aprile 2023 @ 05:25 | IL TEMPO DI DIO
Padre Ralf Rosa
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Ho iniziato a insegnare Catechismo ai bambini all’età di 17 anni, quando ero ancora al liceo e cominciavo il percorso vocazionale nel seminario minore della mia città.

Viste le mie intenzioni di entrare in seminario, il parroco mi suggerì di allenarmi in questo servizio parrocchiale.

Insegnare, a dire il vero, era da sempre stato il mio sogno, fin da piccolo.

Credo che le mie fonti di ispirazione siano stati, in primis, il mio Parroco e poi i miei Catechisti che, con passione e devozione, mi hanno insegnato tanto sulla vita di Gesù e della Chiesa.

Allora non immaginavo cosa Dio avesse in serbo per me: dal Catechismo a Catechista, anzi, Sacerdote catechista!

All’inizio è stato un po’ difficile, perché ero Catechista dei bambini che si apprestavano a ricevere il sacramento della Cresima, e quelli per i ragazzi sono anni molto difficili, perché ormai, dopo aver ricevuto “la prima comunione”, essi non si sentono più motivati ​​ad andare in Chiesa e meno che mai a seguire il Catechismo .

Ero di fronte ad un numero sempre più esiguo di partecipanti; ciò mi scoraggiava molto ma, nonostante tutto, anche grazie agli incoraggiamenti del mio parroco, ho proseguito con quei pochi che continuavano a frequentare. Del resto con l’esperienza si imparano “ trucchi” per motivare gli adolescenti: canzoni, giochi, dinamiche di gruppo aiutano a rendere più piacevole la partecipazione al Catechismo. Oramai ero entrato nel ruolo di Catechista, serio e responsabile.

I bambini e i ragazzi ti insegnano sempre molte cose. Ti rendi conto di cosa significhi davvero “essere come i bambini”, e ad avere uno sguardo innocente e fiducioso.

E soprattutto impari a guardare la vita con ottimismo!

Ecco, come Catechista forse questa è stata la parola chiave per non tirarmi indietro, per essere fiducioso, per cercare sempre di dare il meglio, per far sì che i bambini accolgano con amore la persona di Gesù. Molte volte in classe ti diverti molto con loro: insegni, giochi con loro, ridi e a volte impari.

Ma non sempre è facile.

In certi anni ho avuto gruppi molto complicati di bambini “ indisciplinati “ che parlavano molto, o che cercavano di boicottare la classe per rendersi divertenti ed emergere dal gruppo ( è un classico!), distraendo così gli altri.

Mi sembrava fondamentale insegnare loro i valori umani, che in realtà sono i valori cristiani. Cercavo di insegnare loro che non possiamo insultarci a vicenda, che dobbiamo saper condividere , che siamo tutti una sola squadra… e che, insieme, siamo una potenza!

Ma ciò che mi sembrava più importante era insegnare loro a vedere Gesù negli altri e a cercare di essere come Gesù, che alla fine vuol dire amare Dio e amare il prossimo.

Certo, bisognava imparare a memoria alcune preghiere o alcuni precetti (ad esempio i Dieci Comandamenti), ma senza perdere di vista l’obiettivo principale, che è quello di vivere il Comandamento dell’amore.

Posso davvero affermare che fare il Catechista è stata una delle cose migliori che ho potuto fare da adolescente, con un impegno che si rinnovava ogni sabato, una volta alla settimana.

Ad un certo punto ho preso coscienza che, dalla vocazione di Catechista, ero a un passo anche dalla vocazione al Sacerdozio ministeriale, e sono molto felice di ciò.

Per concludere, voglio incoraggiare tutti coloro che sentono la chiamata a fare il Catechista a non lasciarla scappare, perché è semplicemente meravigliosa. Dal Catechista possono scaturire diversità di carisma e doni per il bene della Chiesa e della propria Fede.


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