Ovindoli, in quattromila su impianti ma economia dei posti in crisi

di Redazione | 15 Gennaio 2024 @ 13:00 | ATTUALITA'
grave incidente-impianti-ovindoli-monte-magnola
Print Friendly and PDF

OVINDOLI (AQ) – Dopo alcuni tentennamenti a causa delle temperature anomale per il periodo, la neve sembra essere finalmente arrivata anche ad Ovindoli (L’Aquila), dove la stagione sciistica ha preso il via. La Monte Magnola impianti questo fine settimana ha aperto per la prima volta due piste su 21, oltre a tre impianti su 11 di cui uno, per il solo arroccamento pedonale, era già attivo tutti i giorni dal ponte dell’8 dicembre.

Si pone però un nuovo problema che riguarda l’economia dei posti di montagna e ad esprimere la sua preoccupazione è Giancarlo Bartolotti, presidente del gruppo Monte Magnola e gestore degli omonimi impianti dal 1990 “che contano in tutto quasi 40 km di piste e 7 baite”.
Non tutti i visitatori, infatti, sembrano apportare beneficio all’economia locale.

Afferma Bartolotti: “Abbiamo avuto ieri due-tremila persone e sabato circa 1.500, ma non sono tutti sciatori. Numeri che non sono male come partenza, ma sono tanti i visitatori che, oltre a non sciare, non consumano nulla più di un caffè o un cappuccino: abbiamo avuto sei o sette pullman di bengalesi da Roma che, a detta loro, per la particolare dieta alimentare prendono solo cappuccino o cioccolata. Non va bene. Per l’economia dei posti che si visitano dobbiamo lasciare qualche soldo. Da Natale ne saranno passati cinquemila”.

“L’aumento dei prezzi da noi è solo dell’8/10%. Molto limitato – specifica il gestore – Stamattina in quota sta nevicando, ma per aprire questo fine settimana abbiamo sparato con cannoni a vento e aste, e domenica mattina alle cinque eravamo a secco di acqua. Il lago non aveva più un litro per rifornirci. Servono altri 50 mila litri cubi di acqua. Il Comune sta programmando questo nuovo investimento, un altro pozzo. La neve programmata è il futuro. Non è inquinante, checché se ne dica. È solo tanta aria e tanta acqua”.

In caso la neve non scendesse dal cielo per i prossimi tempi, “riusciremmo a mantenere le due piste aperte per un mese, un mese e mezzo circa”, conclude Bartolotti con preoccupazione.


Print Friendly and PDF

TAGS