Oss Penitenziari, Nardella: “Il ministro Cartabia ha deluso”

di Redazione | 23 Giugno 2022 @ 08:28 | POLITICA
Nardella
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ROMA – “Nella giornata di ieri, delusione e rabbia è montata per i tantissimi Operatori Socio Sanitari precari delle RR.SS.AA e penitenziari mandati a casa il 31 Maggio 2022 dopo che gli stessi hanno rischiato la loro vita operando in front line durante l’emergenza pandemica.” Così Mauro Nardella, Segretario Provinciale UIL PA L’Aquila.

“Nel corso del question time, il ministro della Giustizia Cartabia, infatti, in merito all’interrogazione a risposta immediata sottoscritta da ben 127 parlamentari, resa orale dal deputato on.le Domenico Furgiuele, riferita alla mancata presa di coscienza da parte degli addetti ai lavori del “fermo” lavorativo adottato con ordinanza del dell’ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile (Ocdpc) n. 892 del 16 Maggio 2022 nei confronti del 1500 OSS a suo tempo presi in carico, ai sensi dell’Ocdpc n. 665 del 22 Apile 2020, per far fronte alla grave crisi prodotta dall’emergenza COVID-19 nelle RR.SS.AA ( 500 OSS utilizzati) e nei penitenziari ( 1000 unità impiegate) attraverso l’istituzione di un’unità sociosanitaria per ottemperare alle misure di contrasto e di contenimento malgrado ci fosse la possibilità di proroga del loro utilizzo fino al 31.12.2022 (c. 3 Ocdpc n. 892 del 16 Maggio 2022) con la sua risposta ha deluso le aspettative dei tantissimi OSS ( almeno i 1000 di “sua” pertinenza) che dal suo intervento si sarebbero aspettati quanto meno maggiore considerazione,

Per nulla condivisi sono stati alcuni passaggi dalla stessa fatti soprattutto in ordine a quanto affermato circa alcuni passaggi amministrativi che hanno riguardato la trafila alla quale si sono dovuti sottoporre gli OSS e sulla mancata competenza dalla stessa evidenziata.

Potremmo pure capire che non ci sia competenza in merito da parte della stessa ma non sottolineare adeguatamente che gran parte degli stessi sono stati presi in carico rispettando un requisito qual è quello riferito al fatto che nella loro presa in carico si sarebbe tenuto conto prioritariamente, come di fatto è avvenuto, che l’operatore non fosse dipendente e/o titolare di incarichi conferiti dal Servizio Sanitario Nazionale SSN ovvero accreditate dal SSN e quindi senza nessuna possibilità per gli stessi di usufruire delle stesse prerogative dei colleghi già utilmente collocati proprio nel SSN, ci dispiace non averlo osservato.

Non possiamo accettare altresì il fatto che la stessa non faccia niente, seppur nulla è ancora perduto, affinchè si sensibilizzi il Governo in merito.

Il Ministro proprio perchè rappresentante n.1 dei penitenziari italiani dovrebbe quanto meno rendersi partecipe di un’azione volta a sensibilizzare fortemente i suoi colleghi competenti ed invitarli a rendersi utili alla causa.

Sarebbe bene ricordare al Ministro che i penitenziari e per quanto mi riguarda quelli abruzzesi in particolare stanno vivendo in maniera drammatica il vuoto lasciati dagli OSS. Risolvere questo problema non può non riguardarla e rendersi promotrice di un team building governativo sarebbe il minimo edittale che le si può chiedere.”


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